Lodigiano. Pendolari: arrivare al lavor già spossati

Sono pendolare da poco tempo, ho 25 anni e non posso che lamentarmi del servizio delle «nostre ferrovie». Per prima cosa mi chiedo come possa esser possibile che in questi anni siano aumentati i tempi di percorrenza nonostante sia aumentata la tecnologia e le linee (alta velocità).

 

Prendiamo come esempio il treno 20429, percorre la distanza Milano Lambrate-Casalpusterlengo in 52 minuti, il 7per cento delle volte in ritardo. L’allungare il tempo di percorrenza credo sia una mossa delle ferrovie per evitare costanti ritardi che però si ripropongono immancabilmente, purtroppo il problema penso stia alla base, è necessario trovare delle soluzioni radicali.È un periodo che si susseguono disagi per i passeggeri, da treni che si guastano mentre sono in marcia, treni semplicemente non in grado di rispettare gli orari e addirittura sul treno che parte da Casale alle 10.57 è da qualche mattina che non è presente il riscaldamento (o probabilmente è al minimo) e sono aperte la metà delle carrozze con passeggeri obbligati a sedersi ammassati in prima classe ( per la cronaca il treno il giorno 23 Novembre ha accumulato anche 30 minuti di ritardo).

 

Quello che penso è che non sia possibile una situazione del genere, almeno in un Paese civile. Gli utenti devono arrivare a lavoro con la voglia di fare e non già spossati da viaggi della speranza che sembrano non terminare mai.Io penso che se arrivassi tutti i giorni al lavoro in ritardo (sono un lavoratore somministrato) i miei superiori prenderebbero seri provvedimenti. D’altro canto non è giustificabile una politica del ritardo continua perché non porta a nessun beneficio ma solo a disagi sociali.La mia speranza è che questa lettera finisca su un tavolo di qualche dirigente e di qualche politicante per far capire che i problemi esistono, sono notevoli e non bastano solo parole e promesse a risolverli.

Autore: Paolo Parenti

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