Lodigiano: è ora che i nostri amministratori inizino a fare politica

In questa stagione crediamo non si possa certo sostenere che la causa di incendi nelle ditte che lavorano rifiuti si possa attribuire all’autocombustione. Certo, una nuova ipotesi ci è stata fornita dall’assessore all’ambiente del comune di Ospedaletto durante l’ultimo consiglio che, a nostre incalzanti domande sul perché la Lodigiana Ambiente non fosse stata interdetta alla produzione per «incapacità di svolgere la propria attività», ci è stato detto: «...le cause possono attribuirsi anche alla sfortuna».

 

Ci pensate se una ditta che tratta polvere da sparo venisse ad insediarsi sul nostro territorio? Dovremmo subito circondarla con coltivazioni di quadrifogli, appendere tutt’intorno cornetti portafortuna e lastricarla con ferri di cavallo!Ma siamo pazzi? Ci sono avvenimenti che non si devono assolutamente verificare e non hanno nessuna giustificazione plausibile. Sarebbe bastata un’altra condizione meteorologica e il vento avrebbe potuto indirizzare i fumi verso il paese provocando sicure intossicazioni, senza contare che comunque le acque avvelenate disperse sono state riassorbite dalla nostra agricoltura e conseguentemente da ciò che noi mangiamo.

 

Dobbiamo necessariamente arrivare a ledere vite umane per fare qualcosa di decisivo? L’obiezione da noi sollevata si incentrava sull’incapacità di gestire una produzione proprio perché queste ditte, in perfetta regola con certificazioni e permessi, continuano a far registrare incidenti a causa di azioni speculative a rischio e danno delle popolazioni residenti sul territorio.

 

Due sono le risposte che normalmente vengono date quando si pongono quesiti sulle condizioni di sicurezza di queste tipologie produttive:

1) «Erano in regola con le certificazioni»

2) «È solo la Provincia che può decidere della loro sorte. I comuni non hanno potere legislativo in merito»

Ci vuole una coraggiosa presa di posizione POLITICA, perché è ora che i nostri amministratori inizino a fare POLITICA, uscendo dal proprio grigio ed esclusivo ruolo di sistematori di numeri e stando col fiato sul collo di chi ha responsabilità nella gestione delle questioni scottanti, contrapponendo il concetto di realtà dei fatti a quello della logica burocratica.

 

Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ne è un esempio. Nel suo mandato ha fatto politica con azioni coraggiose a favore della comunità, andando oltre la burocrazia delle normative, tastando con mano le necessità reali, dando risposte concrete a problemi reali. La tipologia del progetto di un territorio, le scelte insediative e di sviluppo che vengono fatte determinano i comportamenti sociali che in esso si generano. È il senso della realtà che manca.

 

Al di là dei permessi e delle licenze i fatti ci dicono che un’azienda che tratta materie pericolose ha preso fuoco ben tre volte in un anno ed altre simili, in altre zone della stessa provincia, hanno seguito la medesima sorte in tempi ravvicinati. Non possiamo assolutamente credere che ciò sia fatalità, casualità. Noi sosteniamo che quanto successo sia una strategia e, prima che questi fenomeni diventino una prassi metabolizzata, è il caso che chi ci amministra assuma posizioni decise al fine di tutelare la nostra SICUREZZA.

 

La vera sicurezza non è quella garantita con il controllo degli extracomunitari ma degli intracomunitari speculatori, la vera sicurezza è quella che garantisce la nostra salute, è la sicurezza che ci permette di poter vivere senza rischi in quello spazio nel quale respiriamo, mangiamo, beviamo e ci riproduciamo.Nel rimpallo delle colpe e per smantellare il muro di gomma che circonda la politica chiediamo un’assunzione di responsabilità da parte dei nostri amministratori andando oltre la burocrazia per affrontare praticamente i problemi reali. Nello specifico al nostro sindaco chiediamo un’esposizione coraggiosa di fronte a problemi che continuano a riproporsi e che coinvolgono tutto il territorio lodigiano assumendosi l’onere di pratiche idonee al caso e non nascondendosi più dietro regolamenti e rassicurazioni dell’ARPA o enti certificatori, perché, ciò che di fatto succede, è che ad ogni incidente si respirano e si spandono sostanze tossiche che ci penetrano, direttamente o indirettamente, nel corpo.

 

Ai nostri amministratori provinciali, sostenitori del localismo, della sicurezza e della tutela del territorio, chiediamo che vengano messi in pratica i buoni propositi sbandierati, salvaguardando realmente le richieste dei Comuni, garantendoci la vera sicurezza e cioè la tutela del nostro territorio. Di fatto ci sembra che logistica, discariche ed attività pericolose proseguano nella loro espansione come sempre, alla faccia delle richieste delle amministrazioni locali (schiacciate nelle Conferenze dei Servizi), dei comitati locali e del buon senso.

 

Prevediamo le risposte: «Sono cose già decise dalla precedente amministrazione» «È tutto in regola con le normative» «Ce n’è bisogno»... È solo questione di volontà, coerenza, coraggio e rispetto dei cittadini, diciamo noi!

Comitato Pace e Salute- Ospedaletto Lodigiano

( Lettera ricevuta e pubblicata)

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