Lodigiano: aumenti delle tariffe nel trasporto pubblico. A pagare i soliti noti

Pessime notizie per i pendolari con le nuove tariffe fissate dalla Giunta Regionale della Lombardia nei provvedimenti legati al trasporto pubblico, che scoraggeranno i pendolari a viaggiare sul mezzo pubblico, e soprattutto in autobus. Succede, da quando la stessa Regione controlla Tln (Fs e Fnm assieme). Gli aumenti del 20%, per gli abbonamenti mensili, e del 30% delle corse semplici di treni e autobus, sono giudicati inaccettabili da Legambiente, che ritiene iniqui i tagli del 7% (45 milioni di euro) dei servizi alle sole autolinee.

“L'incremento delle tariffe spingerà una quota di pendolari, che normalmente viaggiano in treno o in autobus, a riprendere l’automobile – spiega Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia - aumentando così inquinamento e congestione stradale. Problemi che la Regione dice di voler combattere, ma che di fatto favorisce”.
I tagli del Governo alla spesa pubblica e al trasporto locale hanno fatto venire al pettine i nodi di un sistema costoso, inefficiente e inadeguato, che la Regione non ha mai gestito con efficacia, sistematicità e qualità, relegando i trasporti pubblici in coda alle classifiche delle grandi regioni europee. Adesso poi che la Regione controlla la società unica ferroviaria Tln, assistiamo a tagli e aumenti i quali, anziché essere selettivi e spingere il sistema verso una integrazione dei servizi, facili coincidenze e biglietto unico (treno-autobus), non migliorano le prestazioni e allontanano l'utenza. Anzichè riorganizzare il settore (ad esempio sul collegamento con Malpensa con treni che da anni girano semivuoti) e facilitare le coincidenze treno-bus nelle città lombarde si procede a tagli arbitrari privi di ogni logica sociale e industriale.

Non solo, la Regione salva se stessa e limita i danni alla sua controllata Tln, per farli invece pesare sui “concorrenti”, i servizi delle autolinee: infatti la manovra di circa 200 milioni, riguardante il trasporto locale prevede, per il 2010, un taglio di 45 milioni per le autolinee, mentre 98 verrebbero riassorbiti dall'aumento delle tariffe e 51 si spalmerebbero su tutte le aziende, attraverso una riduzione di costi aziendali obbligatori. Nella tabella in allegato si confrontano gli aumenti di prezzo dei biglietti per i 260 mila pendolari giornalieri delle autolinee, che già pagano il 30% in più, rispetto ai colleghi delle ferrovie.
Intanto, è la critica dell'associazione, la Regione continua a rinunciare al ruolo di cabina di regia nella riorganizzazione e programmazione dei servizi, richiudendosi in quello di gestore dei servizi ferroviari con Tln. Peccato che la normativa europea preveda una netta distinzione tra questi due ruoli, di programmazione per l’ente pubblico e di gestione dei servizi per le aziende (pubbliche o private).
Secondo Dario Balotta: “Prima di tagliare arbitrariamente il trasporto locale meglio sarebbe ridurre le spese superflue di altri comparti regionali e rivedere i megaprogrammi stradali come la Brebemi e la Tem il cui bisogno è direttamente proporzionale alle già gravi carenze del trasporto pubblico”. ( Fonte: Ufficio Stampa Legambiente Lombardia/ Foto di apertura: Paolo Ribolini- Lodi)

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