Lodigiano: aumentano le ditte guidate da stranieri

http://trentinaz.files.wordpress.com/2008/10/pizzaiolo1.jpg?w=450Crescono le imprese straniere nel Lodigiano. Ma anche per loro, come per gli artigiani italiani, non cresce il lavoro. Anzi. Questo 2011 – soprattutto nel settore dell’edilizia – non registra segni di ripresa e viene indicato anche dagli imprenditori di nazionalità estera che si sono felicemente integrati sul territorio come il più difficile da quando i venti di crisi internazionale hanno pesantemente soffiato sull’Italia. “Già negli ultimi due-tre anni le cose non erano andate benissimo – spiega Fakih Khalil Huss, edile libanese residente a Pieve Emanuele, iscritto a Confartigianato Imprese Provincia di Lodi -, ma questo 2011 si è aperto in maniera drammatica. Sono praticamente fermo da inizio anno: ho lavorato solo quattro giorni in tutto. Da quando c’è la crisi, questo sembra veramente il periodo peggiore per il nostro settore”.

Non è sempre andata così. Fakih Khalil Huss è arrivato dal Libano 25 anni fa; dal 1994 si messo in proprio, come edile: “In passato ero impegnato anche la domenica da tanto lavoro c’era da fare – ricorda – ma adesso non si vede nessun segno di ripresa. Va sempre peggio. Parlo per la zona dove lavoro io, soprattutto su Milano,ma non credo sia meglio da altre parti. Conosco almeno dieci piccoli imprenditori edili come me che sono tutti nella stessa situazione”. Proprio Milano, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio imprese di Confartigianato Lombardia, registra il record percentuale di società guidate da un immigrato (il 19,2%del totale delle ditte individuali). Lodi è al secondo posto tra le province lombarde (con il 14,2%: 1.425 ditte individuali contro le 8.466 aperte da italiani). Ed è ilmondo delmattone quello ad aver registrato ilmaggior numero di iscrizioni straniere negli ultimi anni, qui come altrove.

“Sono in Italia da 17 anni – ricorda Elbaz Elzek, muratore egiziano in proprio dal 1999, da sempre residente a Casalpusterlengo. La sua impresa ha due dipendenti -. In questo Paese mi sono sempre trovato molto bene e ho sempre lavorato duro. Poi dal 2008 abbiamo risentito della crisi che ha investito il settore edilizio; nel 2010 sembrava di trovarsi di fronte a una ripresina,ma quest’anno la situazione è di nuovo peggiorata. Si riesce a trovare davvero molto poco lavoro”.

Ma chi è stato abituato a tanti sacrifici permettere in piedi l’attività non è certo disposto ad arrendersi: “Stringiamo i denti e andiamo avanti. Si spera che la situazione possa migliorare presto”. Matarangasi Agir, edile di origine albanese residente a Orio Litta, lavora soprattutto fuori provincia. In questi giorni è impegnato in lavori presso una caserma dei carabinieri nella zona di Corsico. Non ha dipendenti e insieme ad altri colleghi, anche loro titolari di imprese individuali, viene chiamato di volta in volta in cantieri dove si richiede la sua ormai lunga esperienza nel settore. “Ho lavorato due anni come dipendente, poi dal ‘98 mi sono messo in proprio. In Italia mi sono sempre trovato bene e anche adesso un po’ si lavora, ma ci sono sicuramente delle difficoltà”. “Non siamo più impiccati con i tempi come in passato, quando si lavorava praticamente tutti i giorni a ritmo molto sostenuto – racconta Bregu Dritan, anche lui edile albanese trapiantato aMiradolo Terme –ma un po’ di lavoro si riesce a trovare ancora, tanto da cavarsela”. In Italia dal 1995, dieci anni fa ha fatto la scelta di mettersi in proprio. “Finora è andata bene – racconta convinto -. Adesso sta diventando complicato, oltre che per il lavoro anche per la burocrazia”.

Ma pure lui stringe i denti e guarda con ottimismo al futuro. Accanto ad artigiani che hanno comunque un’esperienza di autonomia già consolidata, ci sono imprenditori stranieri che hanno deciso di rischiare solo adesso, e proprio in un momento di crisi. Tra chi ha avuto il coraggio di sfidare un frangente tanto sfavorevole in un settore diverso dall’edilizia è Gonzales CejasMaikel, cubano che ha scelto Codogno come sua seconda patria. In Italia da non più di sei anni, ha aperto la propria partita Iva solo cinque mesi fa. Ha sempre fatto il pizzaiolo da quando è nel nostro Paese, ora continua a farlo gestendo un esercizio tutto suo, il punto Pizza Ricca di piazza XX Settembre, dove c’è la storica loggia delle  Mercanzie. Quando gli chiediamo perché abbia deciso di rischiare proprio adesso, non sembra più molto convinto della svolta data alla sua vita: “Ho voluto provare – dice -,ma oggi il lavoro è... un po’ così. Ilmomento non è dei migliori”. Ma Gonzales non cede allo sconforto e continua a lavorare con impegno nel suo laboratorio nel cuore di Codogno, dove “preparo pizza di tutti i tipi, da asporto. Si lavora soprattutto in pausa pranzo”. Ma la crisi si sente anche qui. E anche qui si spera di tornare presto a respirare il vento della ripresa. ( Fonte: http://www.confartigianatolodi.com/)

Autore: Renato Goldaniga

r.goldaniga@confartigianato.lodi.it

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