Lodigiano. Architetti e ingegneri all’attacco: sconti alle stelle, qualità a picco

http://www.comune.guspini.ca.it/www/SezioniPrincipali/CittaTerritorio/Immagini/artigianato-intro.jpg?__scale=w:440,h:260,t:2,c:ffffffLe gare d’appalto almassimo ribasso? Assolutamente da evitare. Parola degli ingegneri e degli architetti lodigiani. “La nostra posizione su questa modalità di assegnazione degli incarichi di progettazione e degli appalti di lavori pubblici è assolutamente contraria – afferma con decisione Luigi Ronsivalle, presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Lodi -. Avevamo anche fatto delle osservazioni in questo senso al nuovo Regolamento del Codice degli appalti pubblici, chiedendo delle modifiche significative. Non posso che ribadire la nostra preferenza per l’offerta economicamente più vantaggiosa. Per criteri, cioè, che tengano in maggior conto la qualità della prestazione”.

Per quanto riguarda i cantieri certamente, ma anche per la fase che precede l’assegnazione dell’appalto: appunto, quella della progettazione. Perché se è vero che il rischio in cui possono incorrere le amministrazioni pubbliche – anche nel Lodigiano - che privilegiano solo lo sconto più alto, è di rit rovarsi opere senza qual i tà o addirittura incomplete, allo stesso modo affidare studi e direzioni lavori privilegiando incarichi professionali ribassati al massimo rischia di favorire progetti già monchi in partenza. “Non sono solo le imprese virtuose ad essere colpite da questa modalità di assegnazione degli appalti – spiega Ronsivalle -, ma anche come noi come categoria stiamo subendo un danno fortissimo”. Dopo il decreto Bersani la tariffa professionale non è stata abolita, ma ha smesso di essere un limite inderogabile. Ecco allora che sono arrivati “sconti incredibili, che superano spesso il 50 per cento o che arrivano addirittura al 70 o l’80 per cento – chiarisce ancora il presidente degli ingegneri lodigiani -. Capite che se per un affidamento di un progetto o di una direzione lavori si arriva a sconti tanto alti rispetto a una tariffa di riferimento, si rischia un danno gravissimo alla qualità di tutto l’intervento”.

Perché le amministrazioni locali preferiscano, nonostante tutto, le gare al massimo ribasso è presto detto, per l’ingegner Ronsivalle: “Sono più comode. Farle tenendo conto dell’offerta più vantaggiosa prevede invece un iter più lungo e più oneroso”. Anche perché sul territorio sono ancora numerose le amministrazioni pubbliche di piccole dimensioni che non possono contare su uffici tecnici adeguati e si devono magari affidare a professionisti che riescono a prestare la loro opera solo due-tre volte alla settimana. “Ecco perché abbiamo sollecitato più volte l’istituzione, in provincia, di una stazione appaltante unica. Il fatto è che le amministrazioni pubbliche tendono a semplificare le procedure da una parte, e dall’altra a dar corso a lavori senza prima aver fatto una pianificazione corretta dei costi sostenibili. Così, quando si assegna un appalto con il 40 o il 50 per cento di sconto, in apparenza può sembrare un buon affare”.

Ma il più delle volte non lo è. “Gli enti pubblici non possono farne solo una questione di risparmio; devono pensare anche alla qualità – rincara Vincenzo Puglielli, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Lodi -. E invece quello che manca oggi è proprio la ricerca della qualità e della serietà, dei lavori fatti bene. L’imperativo è spendere meno, ma poi non lamentiamoci dei servizi scadenti”. Inutile sottolineare che anche gli architetti dicono no con decisione al massimo ribasso. “Da Roma mi hanno addirittura segnalato uno sconto del 92,5 per cento – spiega -. Ma che qualità possiamo aspettarci da professionisti che svendono così il proprio lavoro?”.

Non c’è molto da discutere, secondo l’architetto Puglielli: “Il prezzo giusto è quello indicato dalmercato, altrimenti o prendi per la gola il professionista o prendi per la gola l’impresa. Così si rischia di avere prima un progetto fatto male, poi un’opera costruita peggio, o non terminata, e le amministrazioni che avrebbero voluto risparmiare, si ritrovano in realtà con il cerino in mano”. Una soluzione potrebbe essere quella di richiedere più preventivi, di eliminare gli eccessi in su e in giù e di premiare chi più si avvicina alla media: “Gli strumenti per ben operare ci sono. Anche l’Autorità di vigilanza dei lavori pubblici ha già espresso la sua opinione sugli appalti fatti solo al massimo ribasso. Ci sono però esempi a tonnellate di assegnazioni che vanno nella direzione opposta: è un cane che si morde la coda. Ma prima o poi da questa situazione bisogna uscire”.

Autore: Renato Goldaniga

Fonte: http://www.confartigianatolodi.com/

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