Lodigiani diligenti, ma l'invasione dei rifiuti è dietro l'angolo

Pur lontano dagli scontri e dagli incendi di Terzigno, anche il Lodigiano ha avuto negli ultimi anni e sta avendo tuttora il suo bel da fare per scongiurare possibili invasioni di maxi impianti di smaltimento rifiuti. Prima la minaccia della maxi pattumiera che la società Cre di Arcore voleva realizzare in località Cascina Bellaguarda di Senna Lodigiana, ora, tema rovente, è il raddoppio che la società Ecoadda di Milano ha proposto alla Provincia per il sito di Soltarico-Cavenago.

 

Nessuno vuole più convivere con queste enormi pattumiere fuori dalla porta di casa. E a maggior ragione in una provincia che dimostra di essere diligente e di fare una raccolta differenziata dei rifiuti che fa registrare in qualche caso, percentuali persino maggiori rispetto a quelle imposte dalla legge.

 

Alcuni Comuni virtuosi del territorio infatti, hanno già raggiunto l’obiettivo del 65% previsto per il 2012. Eppure su questi sterminati ettari di campagna molte aziende del settore hanno messo gli occhi alla ricerca di nuove opportunità di profitto. La Cre di Arcore fin dall’estate 2007 intendeva far sorgere a Senna, a pochi metri dal Po tre vasche per accogliere immondizia delle tipologie più svariate per un totale di 2 milioni e 700 mila metri cubi di volume. Dopo l’insurrezione dei residenti e degli enti locali, determinati a combattere per la difesa del proprio ambiente e del loro territorio, e una prima bocciatura della Regione, l’azienda ci ha riprovato, questa volta con un prgetto più ridotto (da 1 milione e 500 mila metri cubi di capienza). Anche in questo caso però dopo le barricate locali, è arrivato il “no” della Lombardia. Per scrivere la parola fine sulla vicenda manca a questo punto solo il verdetto del Tar (Tribunale amministrativo regionale) a cui l’azienda si è appellata. Ora c’è l’Ecoadda che da anni gestisce la discarica di Cavenago (alta oggi 24 metri rispetto al piano campagna) e che la vorrebbe innalzare entro il 2020 fino a 33 metri. In paese è sorto un comitato di cittadini che si sta opponendo all’ipotesi.

 

Nel piano provinciale di Gestione dei Rifiuti, approvato dalla Provincia nell’ottobre 2009, si legge che i lodigiani in base agli ultimi dati disponibili (del 2006) producono circa 99.660 tonnellate annue di rifiuti urbani, pari a di 463 chilogrammi a testa (1,3 kg al giorno per abitante). Tanto per avere un punto di riferimento Pavia ne produce 299.690 tonnellate annue, Bergamo 479.187 e Milano 1.986.193. Nel panorama lombardo il Lodigiano produce il 2% dei rifiuti solidi urbani (Milano, il 40%, Brescia il 14,9%). Al 31 dicembre 2007 risultavano presenti sul territorio provinciale 73 impianti operanti a vario titolo nel recupero e/o smaltimento dei rifiuti. La loro potenzialità complessiva è di circa 2 milioni e 526 mila tonnellate all’anno. Tra queste compaiono impianti di trattamento di rifiuti da attività di costruzione e demolizione, di recupero energentico, di trattamento veicoli fuori uso. Sei sono i siti di compostaggio e biostabilizzazione autorizzati (quello provinciale di Terranova dei Passerini, ma anche quelli della Fergeo a Boffalora, di Bellisolina a Montanaso, del Comune di San Rocco al Porto, dell’azienda “Le Ghiande” a Sant’Angelo e di “Compostaggio Lodigiano srl” a Villanova del Sillaro. Le discariche per rifiuti non pericolosi sono tre: a Cavenago che a fine 2007 aveva ancora una potenzialità di 300 mila tonnellate (462.00 metri cubi), a Casalpusterlengo (gestita dalla Pantaeco e con potenzialità di 31.200 tonnellate ossia 48.000 metri cubi) e a Fombio (gestita dalla Dow e con potenzialità di 17.600 tonnellate - 160.000 metri cubi).

 

In base alle previsioni, nel 2011, la produzione lorda complessiva di rifiuti urbani nel Lodigiano sarà di 107.455 tonnellate, ossia l’8% in più rispetto al dato del 2006. Di queste 107.455 tonnellate sono 29.812 quelle che devono andare a finire in discarica. Focalizzando l’attenzione sull’impianto del Cavenago oggi tanto sotto i riflettori si scopre che riceve 167 mila tonnellate all’anno di rifiuti, di cui 42.000 da Eal (ossia tutti lodigiani) e 125.000 da altre società. Di questi 125.000 arrivano dal territorio 27.000 tonnellate. Quindi a Soltarico oltre il 60% dei rifiuti arrivano da fuori. «Quello doveva essere l’impianto provinciale e se dovessimo ragionare solo con il fabbisogno della provincia così come indicano le leggi — dicono gli esponenti del Comitato — potremmo andare avanti con i lotti già autorizzati per altri dieci anni. L’ampliamento che la ditta vuole fare è solo business». ( Fonte: http://www.ilgiorno.it/)

Autore: Tiziano Troianello

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