Lodi. Stagione di Cabaret: Circus Klezmer, lunedì 17 ottobre Teatro alle Vigne

http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/320550_2305361187608_1056601850_32444621_419613590_n.jpgIn un villaggio dell'Europa orientale, che non è ancora vicino, né lontano...

In un'epoca che non è né ora né prima, né dopo, è l'inizio di una grande festa...

I cittadini sono molto eccitati e vanno avanti e indietro facendo mille giocolerie, acrobazie e avventure... perché si tratta di un giorno molto speciale. Nel mercato, i musicisti stanno accordando i loro strumenti e la musica klezmer si comincia ad ascoltare in tutti gli angoli. Lo scemo del villaggio lancia in cielo gli inviti. Gli inviti per cosa? Per il matrimonio! Ma, come tutte le storie, ci sono sempre degli inconvenienti... E tutto questo avviene con grande umorismo, perché gli abitanti di questo luogo speciale avranno sempre un asso nella manica per questo giorno tanto atteso che resterà scolpito nella loro memoria, in quello della sposa, dello sposo e di tutti gli ospiti. Incorniciato da anni, come una foto nei nostri ricordi, il grande matrimonio si terrà nel Circus Klezmer, lo spettacolo di apertura della stagione 2011-2012 del Teatro alle Vigne, nonché primo appuntamento della rassegna di cabaret della sala di via Cavour, in programma lunedì 17 ottobre, nella versione prodotta dall'Ateneu Nou Barris di Barcellona, per la regia di Adrián Schvarzstein.

Da dove viene l'idea di Circus Klezmer

 

L'idea di Circus Klezmer è nata ammirando i dipinti di Marc Chagall e ascoltando musica ebraica dell'Europa orientale. I dipinti di Marc Chagall contengono infatti maschere e colori di forte intensità e hanno la capacità di trasportare in una realtà distorta e fantastica. La musica klezmer è nata nelle piccole città dell'Europa orientale, dove si è sviluppata un'intensa vita ebraica prima della seconda guerra mondiale. Si tratta di musica per matrimoni e feste di grande profondità e forme esuberanti, happy music e nello stesso tempo malinconia. In breve, la musica si sviluppa all'interno di un ambito molto popolare. L'umorismo tipico della cultura yiddish è quello che ha ispirato la nascita di questo spettacolo. Il teatro "povero", basato sull'utilizzo di oggetti quotidiani (sedie, bottiglie, tavoli, piatti) quali attrezzi circensi, ha portato ad ambientare lo spettacolo in un villaggio remoto. Il risultato? Uno spettacolo molto emozionante e pieno di passione, come è stato il circo dalle sue origini, in grado di suscitare gli istinti umani migliori: amore, odio, gioia, risate e malinconia per un pubblico di adulti e piccini!

La Combinazione tra il Nuovo Circo e la Musica Klezmer

 

http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/320630_2305364907701_1056601850_32444623_1309760606_n.jpgIl circo è stato per lungo tempo uno spettacolo di intrattenimento popolare. Durante gli anni Settanta, però, in Europa arriva una nuova tendenza, il circo contemporaneo, il Nouveau Cirque, una forma di intrattenimento nella quale i numeri di circo (acrobatica, giocoleria, clownerie ecc.) sono accompagnati ed organicamente inseriti in una storia, un racconto, ed i personaggi sono ben definiti. Il circo contemporaneo vede spesso la compenetrazione di altre forme d'arte (come il video, il teatro o la danza). In questo caso la musica klezmer suonata dal vivo contribuisce a raccontare una variante poetica e rocambolesca della storia per cui è nata, accompagnandola nella sua indiavolata ed estrosa vivacità. In questa rappresentazione si può gustare l'effetto particolare del connubio fra i "codici" di intrattenimento circensi, giocati sulla spettacolarità delle soluzioni acrobatiche e l'immediatezza dei giochi di clownerie, e d'altra parte la vena teneramente malinconica delle sonorità klezmer; la musica non agisce tanto da "accompagnamento", come accade di regola nel circo tradizionale, con la sottolineatura fragorosa e percussiva dei vari "numeri", quanto da inesauribile contrappunto, e in due direzioni: per un verso sottolineando con variazioni puramente dinamiche e agogiche, depurate di ogni retorica estranea al suo giro armonico elementare, i passaggi più emotivamente marcati del canovaccio-festa; dall'altro infiltrando il "continuum" di una materia sonora sognante, quasi impersonale, al dipanarsi sulla scena di personaggi e numeri. Un'esperienza di rara delicatezza poetica, assolutamente da non perdere. Giocolieri e acrobati della tradizione clownesca del circo, la comicità surreale propria del linguaggio teatrale e una musica popolare tutta da scoprire. I proprio questo genere di musica, che tradizionalmente accompagna le feste di nozze, a fare da colonna sonora a una rappresentazione dove riso, tensione e commozione si alternano, incollando alla poltrona gli spettatori e rivelando appieno i caratteri propri del nuovo circo. L'abilità degli artisti delhttp://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/302107_2305363307661_1056601850_32444622_867389796_n.jpg circo e dell'arte di strada disegna una vicenda ambientata in un paese dell'est europeo. Per chi desidera vedere come vola, luminosa di passione e bellezza, una fanciulla di Chagall dai lunghi veli bianchi, per chi vuole vedere come sa cadere un clown che canta in Yddish e si schianta senza danno come Django Edwards, per chi vuole rischiare di trovarsi sul palco, morbidamente legato a una sedia con un nastro rosa e con una stola di pelliccia, oppure riempirsi le tasche di caramelle, per chi vuole godersi l'esilarante danza di seduzione della zia brontolona che da massaia alle prese con la bacinella delle patate da sbucciare si trasforma (a modo suo) in pantera delle Folies-Bergéres, e infine, per chi vuole apprezzare uno spettacolo in cui l'ottima padronanza di diverse discipline teatrali e circensi è solo uno degli strumenti, e non il fine nè il pretesto.

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