Lodi si conferma " capitale" dei tumori

Dai dati Istat riferiti al 2006 la mortalità nel territorio si conferma la più elevata d’Italia. Il tasso di mortalità è di 33,6 casi ogni 10mila abitanti.

 

In Lombardia hanno superato la soglia dei 30 casi ogni 10mila abitanti: Bergamo (31,2), Cremona (31,6), Brescia (30,1) e Sondrio (30,2), Pavia è a quota 29, Milano e Piacenza hanno oltrepassato i 28 decessi, Varese, Como e Mantova i 27 casi. Milano (28,9), Roma (27,9), Genova (27,9) e Torino (27,2). Nel Lodigiano anche il rapporto Asl 2007, “Prevenzione, diagnosi e cura della patologia oncologica nella Provincia di Lodi”, registrava 800 casi di tumore in più nel giro di tre anni, non solo tra gli anziani ma in tutte le fasce di età. La fascia più colpita era quella tra i 55 e i 74 anni. Nel 2006 1.805 persone si erano sottoposte a chemioterapia.

 

L’inquinamento atmosferico, e in particolare le emissioni di “polveri fini”, rappresentano la principale minaccia per la salute dei lodigiani e una delle cause più significative del fenomeno dell’alta mortalità per tumore registrata sul territorio. La presenza nel Lodigiano di grandi impianti per la produzione di energia elettrica: la centrale Endesa di Tavazzano-Montanaso e quella in costruzione di Bertonico-Turano incrementano le emissioni di polveri fini e finissime (da 0,1 a 10 micron di diametro) aggravate dalle particolari condizioni di inversione termica che caratterizzano il territorio, impedendo la dispersione degli inquinanti. I ricercatori sottolineano che nel 2006 il tasso standardizzato di mortalità per tumori medio in Italia era pari a 26,6 decessi ogni diecimila abitanti, con una maggiore incidenza negli uomini (37,3) rispetto alle donne (19,4).

 

I tumori rappresentano, in Italia e in Europa, la seconda causa di morte.
Al Sud, i tassi standardizzati sono più bassi rispetto al Centro-nord (24,6 contro 27,6 decessi per diecimila abitanti). Napoli rappresenta un’eccezione, le morti causate dal cancro sono superiori alla media nazionale (circa 29 per diecimila abitanti). Calabria, Abruzzo, Molise e Basilicata sono le regioni con i valori più contenuti; la Basilicata ha una posizione d’avanguardia grazie alle campagne di prevenzione e allo screening di numerosi tumori femminili. Al lato opposto della classifica c'è Vibo Valentia, con 19,4 decessi.
Nelle regioni del Nord-ovest e del Nord-est la mortalità per tumori è più elevata per entrambi i sessi: in Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia per gli uomini, in Lombardia e nella provincia autonoma di Trento per le donne.

 

In Europa nel 2007, il livello complessivo della mortalità italiana per tumori si collocava immediatamente al di sotto del valore medio europeo (16,5 contro 17,3 decessi per diecimila abitanti). Tra i paesi con il tasso più alto, con valori superiori al 19, si trovavano quelli dell’Europa orientale. Anche la Danimarca, però, si piazza al terzo posto della graduatoria europea (20,8). L’incidenza più elevata si registra in Ungheria (24,1 decessi), ma valori superiori alla media si sono rilevati anche in Irlanda (18,5), nei Paesi Bassi (18,4) e nel Regno Unito (17,8). Tutti Paesi europei, a eccezione della Bulgaria, mostrano una diminuzione dei tassi di mortalità tra il 2003 e il 2007, particolarmente accentuata nella Repubblica Ceca (-3,2 punti), in Ungheria (-2,7 punti), in Francia e Austria (-1,9 punti). In Italia invece il calo è stato solo di -1,7 punti. ( Fonte: officinadelfuturo.myblog.it)

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