Lodi: Sandrone Dazieri a " Conversazioni d'Autore"

Milano, inverno. Il sospettato di un piccolo furto si uccide gettandosi sotto un treno della metropolitana. E' un gesto che distrugge la tranquillità di Sandrone Dazieri, detto il Gorilla, un uomo che da tempo cerca di essere solo un investigatore al soldo delle assicurazioni e che ha rinunciato del tutto a occuparsi di delitti efferati. Un professionista, a volte brutale e senza scrupoli, che è riuscito però a costruirsi una vita perfetta agli occhi di tutti. Ma che nasconde qualcosa in sé: una follia che si chiama il Socio, la sua doppia personalità notturna, iperrazionale e violenta. Il Gorilla è costretto a esporsi di nuovo, e a sporre il suo Socio, per scoprire le ragioni di un suicidio di cui si sente responsabile.
Perché quell'uomo si è ucciso? Chi era la ragazza che lo ha abbracciato e reso felice negli ultimi istanti prima della morte? E che legame c'è tra lei e una sanguinosa rapina avvenuta due anni prima, durante la quale è scomparsa un'opera d'arte di Damien Hirst, uno scheletro con un nome apparentemente senza significato: The Beauty is a Misunderstanding?

La bellezza è un malinteso (l'ultimo romanzo di Sandrone Dazieri, ospite giovedì 25 novembre della rassegna Conversazioni d'Autore Sala Rivolta del Teatro alle Vigne, ore 20.45) è un vorticoso gioco di rimandi tra significati che restano nascosti agli occhi di chi guarda le cose senza passione. E senza il senso acuto del dolore che si nasconde nelle pieghe della vita. E' la scoperta di un crimine dimenticato, di cui nessuno vorrebbe occuparsi, ed è la storia della caccia a una ragazza fragile e vestita di nero, depositaria di un segreto che sembra costare la vita a chi lo sfiora.
In cerca di una risposta alle proprie domande, Sandrone Dazieri (l'autore? il protagonista? il suo doppio?) scoprirà che la verità può avere lo spaventoso volto di uno scheletro. Con questo romanzo, che vede il ritorno del suo alter ego, Dazieri si riconferma l'autore italiano di noir più originale e innovativo.

Nato a Cremona nel 1964, all'anagrafe con il nome di Sandro, dopo le scuole medie Dazieri lascia la sua città natale per trasferirsi nel collegio della scuola alberghiera di San Pellegrino Terme, dove studia come cuoco, mestiere che comincia a esercitare e che continuerà a praticare per una decina di anni. Intanto continua con la sua passione per la narrativa di genere giallo, horror, fantascienza, spionaggio e fumetto, che ha cominciato a leggere da bambino e che lo accompagnerà per tutta la vita. E' in questo periodo che cominciano i suoi primi tentativi di scrittura: reportage comici per il giornalino scolastico e un paio di racconti horror che invia senza fortuna ad alcune riviste. Con la maturità professionale si trasferisce a Milano e si iscrive a Scienze Politiche. Senza casa nella "Milano da bere", passa i primi due anni di università dormendo sui treni della Stazione Centrale, poi occupando abusivamente alcune case sfitte. E' in questo periodo che entra in contatto con il cosiddetto "movimento dei centri sociali" e soprattutto con il "famigerato" Leoncavallo, di cui diventa un attivista, impegnandosi in lotte ambientaliste e per il diritto alla casa. Durante una manifestazione contro la centrale nucleare di Montalto di Castro nel 1986, all'età di 22 anni, viene arrestato per la prima volta e incarcerato per un breve periodo, anche se verrà in seguito prosciolto. E' solo il primo dei tanti processi che lo vedranno imputato nei dieci anni a seguire, sempre come militante dei centri sociali, per reati che vanno dall'occupazione alla manifestazione non autorizzata, venendo regolarmente assolto. Le ruspe che distruggeranno il Leoncavallo nel 1994 segneranno il suo addio alla politica attiva ("non ho rimpianti - dice - ma è un percorso che si è esaurito").

Nello stesso anno lascia l'università, dove non si è laureato e il lavoro di facchino che ha sostituito quello di cuoco e si avvicina all'editoria come correttore di bozze nel service editoriale Telepress. Da correttore di bozze, in breve tempo diventa giornalista pubblicista e comincia a collaborare con il quotidiano il Manifesto come esperto di controculture e narrativa di genere. Diventa in seguito direttore del service editoriale, fino a quando, nel 1999, dopo la pubblicazione del suo primo romanzo Attenti al Gorilla, la Mondadori lo chiama a dirigere la collana dei Gialli, poi tutto il comparto dei libri per edicola.
Scrive altri tre romanzi per adulti, sempre noir (La cura del Gorilla, Gorilla Blues, Il Karmadel Gorilla), un romanzo per ragazzi (Ciack si indaga, premio selezione Bancarellino), numerosi racconti, alcuni soggetti per fumetti e sceneggiature per il cinema e la televisione. Nel 2004 viene nominato direttore dei Libri per Ragazzi Mondadori, incarico che lascia nel 2006 scegliendo di diventare scrittore a tempo pieno.
Continua a collaborare con la casa editrice come esperto di narrativa di genere e scout di nuovi talenti. Sposato, vegetariano e pacifista, è testimonial di Medici Senza Frontiere.
(23-11-2010)
 
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