Lodi, record di nascite e di aborti, in 10 anni raddoppiati

http://multimedia.quotidiano.net/data/images/gallery/2010/15160/macedoni9.JPGParti e, purtroppo, anche interruzioni volontarie di gravidanza in crescita nel Lodigiano rispetto alle altre realtà lombarde. È quanto emerge dai dati rilevati dalla Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia per conto del Sistema Statistico Nazionale. Per i parti, dal 2000 al 2010 in Lombardia si è registrato un incremento medio del 14% (da 84.461 a 96.458).

 

Ma il dato territoriale è davvero eccezionale rispetto ad altre province, alcune in crescita, altre in decremento: in 10 anni il territorio è passato dai 1.228 parti del 2000 ai 2.048 del 2010 (con un picco raggiunto nel 2009 di 2.249 parti), pari ad una crescita del 66,8% che, però, non corrisponde all’incremento demografico.

 

E’ Marco Di Mario, che guida provvisoriamente il servizio di Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera ad analizzare il fenomeno, confermando le statistiche: «Sette anni fa, quando sono andato a ricoprire l’incarico di primario a Codogno, un po’ di pazienti mi hanno seguito da Pavia — spiega —. Ma soprattutto credo che il dato sia dovuto al fatto che Lodi e Codogno abbiano attratto pazienti da fuori territorio. A Codogno c’è un’ottima qualità alberghiera per la tipologia di camere e servizi, con il pregio che resta una struttura pubblica: attrae dunque molte pazienti dal piacentino. Lo stesso si può dire di Lodi dove, a differenza di altre realtà, si può scegliere quale tipo di parto effettuare, ci sono vari opzioni dal parto in acqua alla possibilità di regolare l’intensità della luce nella sala, per cui vi è una forte attrattiva anche dal milanese. La qualità in ginecologia si misura in genere sul minor ricorso ai parti cesarei: Lodi si attesta al 27% contro una media nazionale del 35%. Infine ad incrementare il numero di parti nella media decennale può avere inciso la riduzione, fino al 2008, delle interruzioni volontarie di gravidanza».

 

Dal 2009, però, mentre a livello regionale si registra un calo del 4,4% (dell’8,5% nel decennio) anche rispetto al 2008, il Lodigiano è l’unico territorio a registrare una crescita del 10,9%. Un dato che si conferma elevato anche se si prendono in considerazione le sole interruzioni di gravidanza tra le minorenni: +5% nel Lodigiano, contro il 3,1% lombardo.

 

«L’incremento è dovuto alla crisi economica ed è diffuso soprattutto tra le immigrate — spiega il professor Di Mario —. Continua ad essere in calo tra le italiane. Purtroppo l’interruzione volontaria di gravidanza è una sconfitta di tutti, non solo dei cattolici. Vuol dire che non si è fatto abbastanza sul fronte della prevenzione. Consultori e ambulatori ospedalieri dovrebbero caldeggiare il ricorso ai diversi sistemi contraccettivi di prevenzione che non sia solo la pillola del giorno dopo. Per le minorenni, l’età media del primo rapporto si è abbassata a 15 anni. Se alla tenera età si aggiungono informazioni non corrette si può determinare una gravidanza non desiderata». Dato più basso a Lodi per gli aborti spontanei: solo 4,4 casi ogni mille donne (5,4 in regione). ( Fonte: http://www.ilgiorno.it)

di Laura De Benedetti

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