Lodi. Piazza dell'Albarola: prestigioso riconoscimento del New European Architecture

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Un approccio pragmatico nella ricerca di nuove semplicità, perseguita con la sobrietà di un linguaggio estetico che segna un distacco dagli "edifici icona" delle archistar ed applica il principio dello "zero volume". Sono questi i principali pregi del progetto della nuova piazza del quartiere Albarola secondo l'autorevole parere espresso da Luigi Prestinenza Pugliesi in una recensione pubblicata sull'ultimo numero di New European Architecture, prestigiosa rivista internazionale dedicata all'architettura contemporanea.
Un importante riconoscimento per il disegno elaborato dallo SpedStudio di Venezia (di cui fanno parte i poco più che trentenni Andrea Ambroso, Enrico Dusi, Saverio Panata e Silvia Zini) che lo scorso luglio si era aggiudicato (tra 32 oncorrenti) il primo premio del concorso di progettazione riservato a giovani professionisti bandito dal Comune di Lodi, per dotare la zona dell'Albarola (dove è in corso di realizzazione un Piano di edilizia economica e popolare) di uno spazio pubblico.

"L'attenzione che un critico di fama riconosciuta come Prestinenza Puglisi ha riservato a questo progetto, intitolato Sqroom, rappresenta una circostanza molto significativa - sottolinea l'assessore comunale all'urbanistica, Simone Uggetti - ed avvalora ulteriormente la qualità delle soluzioni che saranno adottate per allestire questo importante spazio di socializzazione, nel contesto di un'area residenziale che negli ultimi 15 anni ha conosciuto un considerevole sviluppo ma necessita di un potenziamento di infrastrutture e servizi. Le positive valutazioni pubblicate su New European Architecture premiano anche la scelta, voluta all'epoca dal compianto Mario Cremonesi, di affidare la progettazione dell'intervento a giovani professionisti selezionati tramite un concorso, per stimolare nuove idee e contributi che potessero lasciare nel tessuto urbano il segno di un'architettura contemporanea di apprezzabile livello".
 
Trasformare lo spazio compreso tra le quattro vie che delimitano il Peep dell'Albarola (via Saragat, via Maestri del lavoro, via Moro e via Codazzi) in una piazza pubblica a disposizione sia degli abitanti del nuovo insediamento che dell'intero quartiere, destinata a diventare luogo di relax e di incontro, utilizzabile anche in occasioni particolari per mostre, spettacoli e iniziative pubbliche organizzate: sono questi gli obiettivi dell'intervento di riqualificazione dello spazio quadrangolare interno ai nuovi edifici dell'Albarola per la cui realizzazione l'amministrazione comunale ha stanziato un importo di 800.000 euro.
 
"Nelle proposte progettuali presentate al concorso - ricorda l'assessore alle opere pubbliche, Enrico Brunetti - si doveva tenere conto di alcuni lavori minimi: interventi preliminari alla riqualificazione delle superfici della piazza, impianto di smaltimento delle acque meteoriche, sottofondi con sistemazioni, pavimentazioni, cordoli di demarcazione con aiuole e percorsi pedonali, elementi di arredo, impianto elettrico e illuminazione pubblica, aree verdi, impianto di irrigazione, viabilità pedonale e ciclabile, segnaletica orizzontale e verticale, accorgimenti per accessibilità da parte di soggetti disabili. Dal punto di vista urbanistico, la realizzazione della piazza rivestirà grande importanza, perché doterà di uno spazio di aggregazione e socializzazione un'area residenziale molto significativa, in cui i nuovi insediamenti del Peep si inseriscono in un contesto già sensibilmente sviluppato alla luce delle iniziative di edificazione avviate negli anni '90 ma che era ancora privo di un segno distintivo e di un luogo che contribuisse a definire l'identità comunitaria di questo agglomerato".
 
A valutare i lavori presentati era stata una commissione composta da Pierre Alain Croset (professore ordinario in composizione architettonica ed urbana al Politecnico di Torino), Piergiorgio Vitillo (ricercatore di ruolo presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano), Paolo Galuzzi (Ricercatore di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano) e Andrea Arcidiacono (Ricercatore di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano), presieduta dall'ingegner Giovanni Ligi, dirigente del settore tecnico comunale. Per la realizzazione della piazza è previsto un investimento di 800.000 euro.
 

Sintesi del progetto

Un grande vuoto; un quadrato di 80 metri di lato, delimitato da edifici residenziali di altezza variabile dai 5 ai 7 piani fuori terra; la necessità di creare una piazza pubblica che diventi luogo di relax e incontro: sono questi i punti di partenza di SQROOM. Dovendo lavorare con un grande vuoto urbano, lo si è immaginato come un grande pieno, un pieno verde e naturale che occupa l'intera area ma scavato da 4 stanze tematiche, in grado si soddisfare varie esigenze. La simmetria imposta dagli edifici esistenti è stata prima rimarcata da figure che ispessiscono e "confermano" la forma base del quadrato, per poi essere messa in discussione dagli scavi delle stanze, che seguono una logica più libera ed articolata. La posizione e la forma delle aree tematiche mettono in crisi e sdrammatizzano l'assolutezza e la "monumentalità" del quadrato, ricercando connessioni continue e puntuali con l'esterno. Un invito continuo ad entrare per scoprire un "mondo nuovo".
SQROOM si articola in tre figure principali. La "corona" è il perimetro interno del quadrato di progetto, ribattuto da un camminamento ciclopedonale della larghezza di 3 metri. Una "corona" continua che intercetta i flussi provenienti sia dall'esterno che dagli edifici prospicienti la piazza. In quanto non solo spazio di passaggio ma soprattutto spazio di relazione ed incontro, la "corona" lavora in continuità con una seduta continua che ne aumenta la fruibilità. La seduta delimita la fine della "corona" e l'inizio del terrapieno. Con una larghezza di 1 metro, la panca diventa più di un semplice luogo di sosta per i fruitori della piazza: una zona di relax e di socializzazione , che intesse relazioni continue sia con le attività al piano terra degli edifici circostanti sia con l'intero quartiere.
La "corona" delimita poi l'area destinata al "terrapieno", che costituisce un grande pieno verde all'interno della piazza. Il terrapieno si articola in tre fasce di altezza diversa, raccordate tra di loro, ognuna piantumata in maniera differente, con altezza crescente dall'esterno verso l'interno. Il terrapieno è a sua volta scavato da 4 grandi "stanze" tematiche. Ogni stanza è fortemente caratterizzata sia dalla forma usata (figure elementari) che dai materiali impiegati e dagli usi previsti. Le stanze sono dei veri e propri vuoti circondati dal folto verde del terrapieno. A seconda della funzione assegnata ad ogni stanza, si è cercato di calibrare il verde circostante in modo da garantire il necessario livello di porosità e protezione. Le quattro stanze sono costituite da un parco giochi attrezzato per bambini; uno spazio multifunzione con parcheggio, attività di gioco, mercato rionale; la piazza vera e propria; uno spazio per il relax e la socializzazione.

Il Peep dell'Albarola

Il Piano di Edilizia Economica e Popolare di via Maestri del Lavoro/via Saragat/via Codazzi/via Moro prevede interventi di edilizia convenzionata da parte di cooperative assegnatarie di terreni pubblici e fa parte a sua volta di un Piano Particolareggiato indicato nel Piano Regolatore Generale, che prevede anche interventi di privati su aree private.
In sostanza, si tratta di un quadrilatero, delimitato dalle vie sopra citate, in cui trovano spazio la parte di edilizia privata e quella di edilizia convenzionata. La parte di edilizia privata si compone di 2 edifici, per un totale di 126 appartamenti, 17
unità commerciali/uffici e 140 posti auto; la parte di edilizia convenzionata si compone di 6 edifici, per un totale di 109 appartamenti, 16 unità commerciali/uffici e 114 posti auto. Tra privato e convenzionato, i nuovi appartamenti ammontano a 235, con una disponibilità di 254 posti auto. Tra le opere di urbanizzazione previste nel piano particolareggiato ci sono parcheggi e marciapiedi la cui realizzazione, in base alla convenzione con gli operatori privati, è a cura del Comune. A questo proposito, conclusi gli interventi dei privati e mentre sono in corso quelli di edilizia convenzionata, il Comune ha già realizzato una prima parte dei lavori su marciapiedi e parcheggi, relativa al tratto di via Maestri del Lavoro fra via Haussmann e via Aldo Moro, per un totale di 43 parcheggi.
In totale, in tutto il comparto verranno ricavati 150 posti auto. I marciapiedi sono in cubetti di porfido, con un'ampiezza di 2,5 metri, che diventa di 5 metri in corrispondenza delle curvature e di alcune piazzole. La larghezza dei marciapiedi è stata progettata a 2,5 metri proprio per consentire di realizzare i parcheggi in linea; i marciapiedi sono paralleli al porticato che circonda gli edifici residenziali.
Fonte: Sito Comune di Lodi

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