Lodi: oratori deserti

Oratori deserti, nessun ragazzo a giocare a biliardino o a ping-pong, per non parlare di quelli che frequentano la vita parrocchiale, sempre meno. Questo lo spettacolo che si presenta durante la settimana negli oratori, che dagli anni ‘80 a oggi sono caratterizzati da una continua perdita di presenze al proprio interno.

 

Non solo tra gli adolescenti, che da sempre sono portati a lasciare gli oratori, anche se le cifre dimostrano che dopo la Cresima quelli che restano oggi dentro la parrocchia sono una specie in via d’estinzione, ma pure i ragazzi delle medie e delle elementari si allontanano.

Fino al 2003 nel centro di Lodi c’erano tre parrocchie con rispettivo oratorio: la parrocchia di Santa Maria del Sole, quella del Carmine e quella del Duomo.

 

La scelta pastorale è stata quella di fare una corporazione di queste tre. Tra i motivi, c’è quello della mancanza di ragazzi, come ha confidato don Franco Badaracco della parrocchia di Santa Maria Assunta nata dalla fusione: «Le parrocchie, soprattutto quella della Cattedrale avevano difficoltà per le presenze». Oggi le tre parrocchie sono confluite nell’oratorio Piergiorgio Frassati, inaugurato nel maggio del 2010, e sembra esserci stato un aumento dei giovani: sono 200 i ragazzi delle elementari che frequentano la catechesi e di conseguenza la vita parrocchiale. Un dato positivo per la parrocchia, se non fosse che di questi 200 quelli che in terza media continuano a frequentare l’oratorio sono 40 per diventare 25 quando passano alle superiori. Ciò che tiene alto il numero di presenze sono le società sportive collegate alla chiesa.

 

Un altro esempio a Lodi di oratorio caratterizzato da calo delle presenze è quello di San Bernardo. Qui ben 500 ragazzi, divisi per età, giocano nella squadra di calcio o pallavolo. Ma solo 250 fanno catechesi. Sfogliando i registri dei cresimandi si vede che negli anni ‘80 la media di ragazzi che ricevevano il sacramento della Cresima era di 75 l’anno, negli anni ‘90 si è scesi a 40, negli ultimi dieci anni c’è stata un’ulteriore diminuzione con minimi storici come nel 2008 quando i ragazzi cresimati sono stati solo 26.

Don Adolfo Houndji, da sette anni coadiutore della parrocchia di San Bernardo ha spiegato «L’oratorio non è più il punto di riferimento assoluto, oggi i ragazzi preferiscono andare a fare l’happy hour — afferma il prete, che aggiunge — Credo che questo sia dovuto a una mancanza di dialogo con le famiglie, inoltre nell’adolescenza alcuni ragazzi sembra che provino una certa nausea verso la parrocchia e cerchino altri spazi. È un loro diritto scegliere di non venire più». ( Fonte: www.ilgiorno)

Autore: Daniele Bellocchio

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