Lodi. Edilizia Residenziale Pubblica: firmato in Regione il "Patto per la casa"

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Nell'immediato, portare a termine il cantiere comunale per i 17 alloggi di via Marchi e quello Aler di via Amendola (45 alloggi, di cui 24 a canone sociale, 16 a canone moderato e 5 in patto di futura vendita); nel medio termine, realizzare il nuovo progetto Aler di via Da Vinci (44 alloggi: 12 a canone sociale, 16 a canone moderato, 6 di edilizia convenzionata e 10 in patto di futura vendita); per il futuro, programmare la riqualificazione della "Muraglia" e la promozione di nuove forme di housing per dotare la città di un contingente aggiuntivo di alloggi a canone sociale che potrebbe arrivare a circa 100 nuove abitazioni, oltre all'apporto degli interventi previsti nel Piano di Governo del territorio, che impone una quota di edilizia sociale per ogni iniziativa privata (il primo esempio è il progetto in località Cavrigo recentemente adottato, che porterà in dote 9 alloggi che verranno ceduti al Comune più altri 9 di edilizia convenzionata).
E' questo lo stato dell'edilizia residenziale pubblica presentato dalla città di Lodi in occasione della firma del "Patto per la casa", l'accordo quadro proposto dalla Regione Lombardia e firmato ieri a Milano da enti locali, Aler e sindacati.
 
"Un documento che stabilisce alcune linee guida - spiega l'assessore comunale al patrimonio, Enrico Brunetti, presente nell'occasione - tra sostegni economici per gli affitti, nuove agevolazioni per i mutui prima casa e potenziamento del fondo immobiliare regionale, indicando l'obiettivo di 6.000 nuovi alloggi in Lombardia nei prossimi anni. In questo contesto, Lodi si inserisce con una programmazione piuttosto definita, che punta ad individuare soluzioni che consentano di soddisfare una quota considerevole del fabbisogno di abitazioni a costi inferiori a quelli medi di mercato, sia per quanto riguarda la locazione a canoni sociali o moderati che per l'acquisto, in regime convenzionato od in patto di futura vendita. Negli ultimi cinque anni in città sono stati realizzati 40 alloggi di edilizia residenziale pubblica (34 presso l'area ex Atm e 6 in zona Marescalca), oltre a circa 180 abitazioni di edilizia convenzionata. Attualmente sono in costruzione altri 62 alloggi tra via Marchi e via Amendola ed ulteriori 44 sorgeranno in via Da Vinci: ciò significa che nell'arco di circa 3 anni la domanda di edilizia sociale (che nell'ultimo quinquennio si è stabilizzata su una quota media attorno a 450 iscrizioni alle graduatorie, con circa 30-40 assegnazioni all'anno per rotazione sui 796 alloggi esistenti) potrebbe essere coperta per oltre un quarto. L'obiettivo tuttavia è quello di ridurla ulteriormente, possibilmente dimezzandola, con la realizzazione di un centinaio di altre abitazioni, secondo varie formule di housing, che stiamo già iniziando a studiare con la Regione, dando attuazione alle linee del 'Patto per la casa'".
 
Intanto, l'amministrazione comunale è impegnata a sbloccare la situazione del cantiere di via Marchi, dopo un fermo lavori che si protrae dal marzo 2011 a causa delle difficoltà dell'impresa che si era aggiudicata l'appalto da circa 1 milione di euro, sfociate in seguito in una procedura di fallimento.
 
"Inizialmente è stata verificata la possibilità di una cessione del cantiere ad altra impresa sotto forma di ramo d'azienda - informa l'assessore Brunetti - ma quando la vicenda è approdata ad una gestione giudiziale non è più stato possibile percorrere questa strada, per cui l'amministrazione ha recentemente deciso di rescindere il contratto per inadempienza e di riscuotere il deposito cauzionale di 329.000 euro, avviando nel frattempo contatti con l'impresa che si era classificata seconda nella gara d'appalto per verificarne la disponibilità a rilevare il cantiere alle stesse condizioni economiche dell'aggiudicazione originale. A questo proposito, siamo moderatamente ottimisti e contiamo tra marzo ed aprile di veder riavviare i lavori, che erano giunti ad uno stato di avanzamento di circa il 70 per cento, anche se sarà probabilmente necessario effettuare qualche ripristino per ovviare agli inconvenienti di un fermo durato circa un anno". ( Fonte: Sito Comune di Lodi)

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