Lo scooter elettrico italiano che piace alle Poste svizzere

Ma non solo: anche alle poste del Belgio, al comune di Stoccarda e due francesi, oltre che a uno dei maggiori produttori di motocicli cinesi. Le poste svizzera hanno appena comprato 500 Cargoscooter elettrici alla Oxygen, società italiana di Padova nata dallo spin-off della Atala Rizzato.

L’ordine arriva dopo l’ente elvetico ne aveva già acquistati 500 tra il 2008 e il 2009. E dopo aver chiuso un 2009 a 4milioni di fatturato l’azienda punta per il 2010 al raddoppio.

Lo scooter elettrico made in Italy infatti non piace solo alla Svizzera: anche le poste del Belgio, il comune di Stoccarda, due comuni francesi, uno dei maggiori produttori di motocicli cinesi, hanno mostrato interesse nei confronti del prodotto. Eppure a casa nostra fatica a prendere piede. L’amministratore della società Francesco Nepi ci spiega il perché.

Le poste svizzere sono letteralmente impazzite per il vostro cargo scooter. Ma avete provato a proporre il due ruote elettrico pensato per i piccoli carichi, e quindi per un uso aziendale o professionale anche alle Poste Italiane?
Già fatto. Ma le poste italiane ci hanno fatto una proposta estremamente lontana dai nostri budget. A questo punto potevano o abbassare la qualità del prodotto secondo le esigenze del cliente, o puntare al mercato internazionale che ora come ora sembra più maturo per accogliere uno scooter a zero emissioni. Diciamo che il mercato italiano sembra più adatto agli scooter ibridi, quelli che sfruttano il motore a scoppio sia il motore elettrico, che non quelli completamente elettrici.

Quanto costa uno dei vostri scooter?
Il prezzo varia dal variare della velocità massima, che può oscillare tra i 45 e i 65 chilometri all’ora, e dall’autonomia di carica della batteria che va da un minimo di 60 a un massimo di 120 chilometri percorsi. Costa tra i 6mila e gli 8mila euro senza iva.

Be’ non è proprio economico… e se penso allo stato delle casse pubbliche capisco la reticenza di taluni amministratori…
E’ vero ma Cargoscooter rappresenta il classico caso del detto “chi più spende meno spende”. Innanzitutto i pezzi che lo compongono sono tra i più innovativi del mondo, a partire dalla batteria al litio all’efficienza del ciclo di carica e di scarica, dalla velocità alla reazione in frenata, dalla robustezza alla leggerezza del veicolo. Il comune di Stoccarda ad esempio ci ha chiesto una ventina di veicoli dopo che era rimasta insoddisfatta del prodotto che le era stato fornito da un nostro competitor meno caro ma evidentemente anche meno performante. In più va considerato che nel giro di quattro anni, a una media di 40 chilometri al giorno, nella conta carburante si ripaga della differenza prezzo rispetto a uno scooter tradizionale.

Quanto costa un litro di benzina e un chilo di elettricità oggi?
Un litro di benzina costa 1,35 euro mentre un chilowattora circa 0,18 euro. Uno scooter con un litro fa 22 chilometri e il nostro CargoScooter con un chilowattora ne fa 24. Quindi in media ogni 23 chilometri si spendono 0,18 euro con il CargoScooter e 1,35 con lo scooter a benzina. Lo scooter elettrico usa un carburante che costa sette volte meno e non emette neanche un grammo di CO2 in atmosfera.

Avete presentato il vostro scooter all’Expo di Shangai. Quali sono state le reazioni dei visitatori?
Abbiamo preso contatti con uno dei maggior produttori di motocicli cinesi che vorrebbe attivare una joint venture per cominciare a produrre scooter elettrici per il mercato cinese. Anche loro, che arrivano da uno sviluppo economico, tecnologico e culturale molto più recente, sembrano più sensibili all’ambiente di noi.
( Fonte: smartercity.liquida.it)

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