" Lo chiameremo Precario" di Hank Aleno

http://3.bp.blogspot.com/_3_-l2Ho4jjM/RjuVaIk5r1I/AAAAAAAAA4g/zO4rqXENKcc/s400/shrek3_sons.jpgLe cronache di questi giorni regalano mozziconi di celebrità a mediocri figure. Siete fortunati, potrete raccontare a figli e nipoti che avete vissuto nell'Italia di Monti, Fornero, Cancellieri, Passera, Profumo, Catricalà e Severino. Non è poco, tanto che è lecito chiedersi quale delitto abbiamo commesso per meritare simile castigo.

A turbare il sonno dei corsari del terzo millennio è l'articolo 18 divenuto, pare, l'unica questione politica in un quadro economico e sociale di totale sfascio che necessiterebbe di ben altra analisi.

Niente di nuovo. Le deliranti uscite dei vari Ministri non rappresentano una novità nelle vicende penose di questo derelitto Paese. Non stupitevi, dal vinacciolo non si ricava Champagne.

Precari è bello. Il retrogusto del licenziamento è una scarica di adrenalina da assaporare con la compagna(o) pure precaria(o) e magari due pargoletti da crescere, la flessibilità un gadget erotico con cui rendere più eccitante la vostra intimità, lo smantellamento quotidiano dei diritti una necessità per costruire il nuovo ordine sociale.

Tutto questo vale per noi, ovvio. I loro figli danno il buon esempio, poveretti, sacrificandosi, costretti ad accettare un noioso posto fisso o più incarichi... tutti profumatamente remunerati, ben s'intende. Come una volta.

A stupire, badate bene, non è la casualità con cui i discendenti dei nostri Ministri riescono ad ottenere un posticino, ma la pruriginosa facciata moraleggiante e perbenista dei loro genitori, Savonarola dal portafoglio gonfio che si sentono autorizzati, pur non avendone ricevuto il mandato, a decidere del futuro dei nostri figli.

Hank Aleno

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