Libia, chi protegge i siti archeologici?

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/apollonia_200_200.jpgUn patrimonio immenso, che va da Cirene a Tolemaide, da Gadames a Sabratha, potrebbe rischiare di essere distrutto. Se per errore un missile della coalizione mancasse un altro obiettivo. Ma della questione sul territorio libico ancora non se ne è occupato nessuno. E’come come se, ad esempio, Roma diventasse teatro di un conflitto militare e nessuno si preoccupasse delle antichità presenti in loco: un’assurdità. In Libia siti archeologici come Leptis Magna o Jebel Akhdar (riaperto quattro anni fa grazie all’Università di Cambridge dopo tre decenni) rappresentano purtroppo dei facili obiettivi. E indifesi. Già all’inizio della rivolta libica, le bombe dei lealisti si erano abbattute sui castelli medievali di Nalut, nella zona ovest del Paese.

 

O, un mese prima, in occasione delle rivendicazioni nella piazza del Cairo, erano andati distrutti alcuni reperti del museo egizio. Ad Acacus, ad esempio, si trova una notevole collezione di arte rupestre preistorica, rinvenuta in diversi siti dentro caverne o sotto le rocce. A Sabratha c’è ancora il teatro romano del secondo secolo a.C, oltre ad un tempio di Giove, all’Ippodromo e alle Terme di Adriano, retaggio della conquista romana dopo essere stata fondata dai fenici. Senza dimenticare Apollonia, colonia greca del settimo secolo a.C., dove le rovine comprendono edifici di età greca, romana, bizantina, oltre a resti in mare di colonne greche e romane. Il timore è che questi inestimabili gioielli dell’Unesco possano essere utilizzati come ritorsione in una serie di gesti provocatori e dissennati, come accadde in Afghanistan con i due Budda, distrutti dai talebani nel 2001. Inoltre esiste il rischio è che quel patrimonio artistico dell’Unesco possa non essere salvaguardato dall’occidente, dal momento che gli interventi diretti sul territorio possono essere attivati solo dal Paese che ospita quei beni. Sicchè bisogna sperare, non solo che le cosiddette bombe intelligenti “risparmino” l’arte e la storia, ma soprattutto che qualcuno tra i fedeli del raìs non giochi al ricatto con una posta in palio così alta. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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