Leucemie: è allarme

I medici segnalano che sette bambini che vivono nella stessa zona della città si sono ammalati di questa grave patologia. «Caso raro, siamo preoccupati». Sotto accusa l’inquinamento ambientale
 
 Sette casi di leucemia infantile, tutti registrati a dicembre scorso nella stessa zona di Milano. Due addirittura nella stessa scuola. Un caso raro, che allarma gli esperti.

E sotto accusa c’è l’esposizione ripetuta delle madri a bassi, ma continui, livelli di sostanze inquinanti. L’allarme è di Ernesto Burgio, coordinatore nazionale del Comitato Scientifico dell’Associazione medici per l’ambiente (Isde) lanciato a margine del workshop nazionale su “Le politiche per l’ambiente e la salute” tenutosi a Roma lunedì scorso.
 
Perché siete preoccupati?
Sette leucemie significano moltissimi casi, perché la leucemia non è una malattia frequente. Alcuni ematologi, oncologi e epidemiologi di grandissimo livello come il professor Masera, hanno cominciato ad interrogarsi su quanto accaduto. E finalmente si è posta l’attenzione sulle origini di queste patologie.
 
Che cosa sta emergendo?
Probabilmente in questi ultimi vent’anni si è andati molto avanti sul piano della terapia, ma sul problema delle cause dei tumori si è molto più indietro. è anche per questo che le associazioni dei familiari dei bambini colpiti hanno ripetutamente chiesto di lavorare di più in questa direzione e non soltanto per migliorare le capacità diagnostiche e terapeutiche quando ormai la malattia è conclamata. E anche in occasione di questo “cluster” di Milano, ci hanno contattato. Ci hanno chiesto di lavorare con loro, sapendo che in Isde lavorano insieme oncologi, pediatri, epidemiologi, tossicologi e genetisti di livello internazionale: hanno capito che solo un lavoro interdisciplinare può arrivare a capire quali sono le vere cause di questo continuo aumento di tumori: leucemie, linfomi, tumori cerebrali.
 
Quali potrebbero essere le cause di questi cluster?
Questo è ancora un mistero. Un importante oncoematologo inglese, Mel Greaves, è stato chiamato ad esprimersi sul caso, e ha detto che la causa scatenante potrebbe essere stata un virus. Ma questo non significa che il virus è la vera causa della leucemia: significa, caso mai, che in quella zona di Milano sette bambini presentavano, probabilmente da mesi o da anni, una condizione di pre-leucemia, cioè uno stato precancerogeno che il virus ha attivato. 
 
Che cosa faceva sì che questi bambini fossero in una condizione pre-leucemica?
è sempre più chiaro, in base a numerosi studi, che l’esposizione dei genitori ad una serie di sostanze pericolose che si accumulano nel tessuto adiposo della madre, e che comunque colpiscono i gameti sia della madre che del padre, determina un’instabilità del loro Dna, o meglio del loro genoma. Su questa instabilità genomica presente già nei gameti, cioè nelle cellule germinali che vengono trasmesse al bambino, si innesca poi  l’azione di tutta una serie di altre sostanze chimiche ed agenti inquinanti che colpiscono direttamente il bambino.
 
Quali sono queste sostanze?
Molecole chimiche, metalli pesanti, benzene, diossine o addirittura campi elettromagnetici. Quando questi agenti, in un bambino in utero che si sta sviluppando e  che è particolarmente sensibile, interagiscono sul genoma che già è instabile, è molto più probabile che si creino le premesse per delle patologie gravi, e in particolare per le leucemie infantili.  è quindi sempre più probabile che all’origine dei tumori ci sia un processo che dura anni, per cui il genoma del soggetto diventa progressivamente instabile. O meglio: ciò che noi sappiamo è che una parte del genoma, che si chiama epi-genoma e che ne rappresenta la parte più dinamica, viene a essere lentamente e progressivamente modificata da esposizioni di lungo periodo a piccole dosi di sostanze inquinanti. E così le malattie si trasmettono alle generazioni successive.  ( Fonte: Terra- Autore: Valerio Ceva Grimaldi)

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