Legalità: una malata terminale? - di Vincenzo Pineri

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pineri.jpgIeri sera (giovedì 6 per chi legge, ndr) alla sala Granata di Lodi si è svolta la serata dedicata alla legalità. Una meritoria iniziativa a cui hanno aderito alcuni valenti esponenti della lotta alle mafie ed alla criminalità organizzata. Come cittadini ci siamo sentiti rassicurati dal fatto che i nostri amministratori si interessano a tale argomento. Peccato che lo facciano da 20 anni, senza ottenere grandi successi.  Anzi abbiamo l’impressione che la situazione sia sempre più grave e pervasiva e tutti gli sforzi di incidere sul fenomeno criminale sia costantemente depotenziato da superficialità, disattenzione ed a volte anche da incompetenza.  Sembra che dopo tutte le evidenze di cronaca non ci sia ancora la reale consapevolezza della gravità della situazione.

Tra i tanti presenti spiccava la presenza di due giovani assessori di Lodi, Piacentini e Premoli. Abbiamo osservato il loro interesse ai forti allarmi espressi dei relatori, soprattutto quando Nando dalla Chiesa ha lanciato un forte richiamo rivolto a tutti i giovani amministratori. Spero che quell’attenzione, si traduca presto in azioni concrete. Basta con le serate a tema, infiniti dibattiti, documentari. Questa e’ l’ora di agire. E’ venuto il momento di mettere mano alle norme, che devono essere stringenti soprattutto in ambito locale del comune che sono i luoghi istituzionali dove le infiltrazioni criminali meglio riescono ad agire, ed è proprio in questi ambiti che occorre accendere i riflettori. 

Non bisogna commettere l’errore di trattare la materia della legalità come fosse uno dei tanti argomenti del programma elettorale. Questa tematica vale molto di più, la sua priorità e’ da terapia intensiva. Come alcuni facevano notare ieri sera, siamo di fronte ad un cancro sociale, economico e politico, se non si agisce con determinazione, si rischia la morte.

Se qualcuno si illude che la sola adesione ad Avviso Pubblico, o alla Carta di Pisa sia uno strumento di vero contrasto alla criminalità organizzata, vuol dire che non ha capito niente, oppure  e’ in mala fede.  Combattere un fenomeno così profondo ed articolato con i “pannicelli caldi” significa rendersi complici di questo attuale sistema ipocrita ed ignorante, che tollera in qualche modo l’esistenza delle mafie come un fenomeno fisiologico della società. L’errore cruciale e’ forse proprio questo. Considerare le organizzazioni criminali italiane, al pari della delinquenza comune. Lo stesso magistrato Gratteri va dicendo da anni dell’inadeguatezza del nostro apparato normativo per il contrasto efficace alle mafie. Il protocollo di Legalità inventato dall’ufficio tecnico del comune di Merlino, che consiste in una serie di regole volontarie su appalti privati che consentono di verificare il grado di legalità della filiera delle imprese operanti sul territorio comunale premiando le gli imprenditori che vi aderiscono, potrebbe essere l’inizio di questo processo di salvaguardia della legalità. Il Movimento 5 Stelle ha presentato già da qualche mese la richiesta di adesione a tale Protocollo, purtroppo non è stata data ancora nessuna risposta da parte del Comune.  Ci ripetiamo forse, ma il problema di tutela della legalità potrebbe scoppiarci in mano nei prossimi mesi a venire, ed il tempo per porre gli argini agli appetiti criminali non è molto. Tante sono le partite in gioco nel comune di Lodi, a partire dagli appalti della nuova Università, i lavori del teleriscaldamento, i tanti appalti privati per le nuove edificazioni residenziali. Un piatto ricco fatto di decine di milioni di euro che attirano sul nostro territorio gli interessi di numerose famiglie criminali.

Vincenzo Pineri

Movimento 5 Stelle Lodi

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