Le pensioni delle future generazioni? Praticamente inesistenti

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/attualita3/pensionijpg_200_200.jpgChe questa ultima manovra economica, colpisse maggiormente sanità e pensioni, lo sapevamo già. Ma il dato sconfortante è che va ad aggravare il quadro previdenziale, già di per sé allarmante, delle giovani generazioni in età lavorativa, in pratica quelli che andranno in pensione fra 20/30 anni, o forse mai.

 

Un recente studio del Censis e Unipol, dal titolo Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali, rivela come la fascia di lavoratori che hanno tra i 25 e i 34 anni oggi, andranno in pensione più o meno intorno al 2050 con meno di mille euro al mese. Il 31,9% di questo target, di riferimento, allo stato attuale, guadagna meno di mille euro al mese, e molto spesso anche in nero. Ciò significa che molti usufruiranno della cosiddetta pensione pubblica, percependo un reddito molto inferiore a quello guadagnato all'inizio del loro percorso professionale. In una parola andranno a raschiare il fondo della futura fascia sociale di povertà di questo paese. Il rapporto del Censis, sottolinea che “se le riforme delle pensioni degli anni ’90 hanno garantito la sostenibilità finanziaria a medio termine del sistema, oggi preoccupa il costo sociale della riduzione delle tutele per le generazioni future”. In pratica, nel 2040 i dipendenti pubblici andranno in pensione a 67 anni, con 37 anni di contributi, percependo il 60% dell'ultima retribuzione. Mentre i lavoratori autonomi, andranno in pensione a 68 anni, con 38 anni di contributi percependo appena il 40% dell'ultima retribuzione. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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