" Le idi di Marzo" La recensione di Daria Castelfranchi

http://www.cinemalia.it/images/stories/leididimarzo_leggero.pngDiciamocelo: George Clooney ha stoffa. E’ un bravo attore e con Le idi di Marzo, quarto lungometraggio dietro la macchina da presa, ha dimostrato di essere anche un valido regista.
Il suo è un film molto intenso, che racconta le dinamiche delle campagne elettorali americane, con tutti i loschi retroscena, gli intrighi, i ricatti, i compromessi del caso.
Per il ruolo di protagonista Clooney si affida a quello che può essere considerato il suo erede – non a caso gli somiglia moltissimo: Ryan Gosling, trentunenne americano, apprezzato nel recente Drive.

Se il ritmo sembra a tratti rallentare, i frequenti primi piani e i dettagli raccontano più di mille parole: dolore, rabbia, solitudine, vendetta. Stati d’animo che si percepiscono attraverso volti e sguardi, in un film attuale, autentico, cinico, che non risparmia nessuno.
Dal responsabile della campagna elettorale che pensa al proprio tornaconto, al politico influente che pretende un ministero in cambio del voto, fino allo stesso governatore Morris, interpretato da George Clooney, che ha avuto rapporti sessuali con la stagista minorenne Molly (Evan Rachel Wood) ed è pronto a tutto pur di tenere nascosto quanto accaduto.
Ottima l’interpretazione di Ryan Gosling, circondato da attori noti e altrettanto eccellenti quali Philiph Seymour Hoffman, Marisa Tomei e Paul Giamatti. Lo stesso Clooney si cala alla perfezione nelle vesti inusuali di politico dalle idee giuste e innovative, che tuttavia non ha resistito alla bella ventenne.

Inganni e corruzione coinvolgono suo malgrado il giovane protagonista: combattuto tra lealtà e ritorsione, conteso tra i due candidati, Stephen è solo un trentenne ambizioso ed impulsivo che cede al clima di ricatti e compromessi di cui è pregno l’ambiente politico per tenere in pugno il governatore e vendicare la giovane Molly.

Le idi di Marzo: la congiura che portò all’assassinio di Giulio Cesare. Un fatto storico che qui rivive sottoforma di metafora. Perché il mondo politico sembra essere proprio questo: una congiura ai danni dei cittadini, un mondo fatto di corruzione e sotterfugi dal quale è meglio rimanere lontani.
Il tradimento è sempre in agguato, come nel caso di Stephen che tradisce la sua squadra, del suo capo ufficio stampa Paul, che lo tradisce a sua volta rivelando fatti scomodi alla giornalista Ida (Marisa Tomei).
Un intrigo ben congegnato quello che racconta Clooney: sesso, politica, ricatti. Vero quanto attuale.

Buona la colonna sonora che sottolinea il crescendo drammatico della vicenda; ottima la fotografia che, con intensi giochi di luci e ombre, cattura le emozioni dei protagonisti. Molto suggestiva a questo proposito l’immagine di Gosling in controluce con un’enorme bandiera degli Stati Uniti sullo sfondo: solo contro il suo controverso paese. ( Fonte: www.cinemalia.it)

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