Le eccellenze di oggi ci guideranno domani - di Ezio Rocchi Balbi

http://new.caffe.ch/media/2013/12/21325_3_medium.jpgForse mai come quest'anno le candidature allo Svizzero dell'anno sono state così "blindate". Pochissime, infatti, le indiscrezioni sui nomi delle eccellenze dell'anno che avranno in mano immagine e destino della Confederazione di domani. La sera del prossimo 11 gennaio tutti gli occhi all'Hallenstadion di Zurigo (e di quanti, tantissimi, seguiranno la serata di gala in diretta televisiva) saranno puntati sui protagonisti che, per chiara fama, si vedranno assegnare lo SwissAward nelle diverse categorie.
Questa decima edizione sembra decisamente orientata più sull'economia che non su politica,  cultura,  spettacolo o società. Anche se in quest'ultima categoria non ci stupiremmo se venisse "ripescato" il ticinese Roberto Agosta che, grazie alle protesi low cost della sua SwissLeg ha saputo unire solidarietà e principi umanitari all'innovazione, la ricerca e - appunto - all'eccellenza. Nei corridoi dello SwissAward, invece, circolano insistentemente tutti nomi legati all'economia. A partire da Dominique Biedermann, direttore della Fondazione Ethos, che si batte da oltre un decennio per i diritti degli azionisti e contro l'auto indulgenza dei boss dei consigli di amministrazione, denunciando la politica salariale delle grandi imprese. Oppure, unendo business a sport e trasporto sostenibile, l'outsider potrebbe essere Thomas Binggeli, Ceo di Bmc Group Svizzera. Campione di  un mercato che, da emergente, s'è trasformato in realtà, come la sua azienda che, nel giro di pochi anni, da negozio di hobbistica su due ruote è diventata una società internazionale con 250 dipendenti. E la sua bicicletta elettrica  già stabilisce nuovi standard in materia di progettazione; ad esempio con la batteria che scompare nel telaio. Economia e sport si abbinano anche con Beni Stöckli Jr., Ceo dell'omonima Stöckli Swiss Sports. Il marchio rossocrociato degli sci nella Coppa del Mondo gioca nella prima divisione, ed è determinante per i successi di campioni  come Tina Maze. Insomma, se oggi è di nuovo di moda "sciare svizzero" il merito è suo. Meno rosee, invece, sono le probabilità che un'eccellenza ticinese primeggi nella serata zurighese finale. O almeno nella categoria Spettacolo il tifo è tutto per la brava (e bella) Carla Juri. Dopo aver vinto due Premi del cinema svizzero in due anni, all'attrice leventinese, indiscussa star anche nel film più contestato dell'ultimo festival del Pardo, "Zone umide", qualche chance è concessa. Anche perché essere già stati premiati in altri contesti internazionali è considerato un buon viatico per entrare nella rosa finale dei candidati allo SwissAward. A sorpresa circola anche il nome di Dimitri, che pure s'è aggiudicato il premio nella categoria Cultura (sponsorizzata anche quest'anno, come è ormai tradizione, dal Caffè) già nel 2009. E indipendentemente dall'esito finale, si vocifera che sul palco dell'Hallenstadion il clown di Verscio ci sarà.
Fonte: www.caffe.ch

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog