Le distorsioni percettive della sinistra e della destra

http://www.lescienze.it/images/2014/01/24/112808587-27b17ac9-e720-4933-b4f4-384a1a3a28ac.jpgI conservatori e le persone moderate dal punto di vista politico sono erroneamente convinte che gli altri conservatori e moderati condividano gran parte delle loro preferenze e idee, mentre quelli di sinistra ritengono di distinguersi dai propri compagni di fede politica molto più di quanto lo siano realmente. Queste distorsioni percettive sistematiche influiscono sul funzionamento delle organizzazioni politiche di Sarah Estes e Jesse Graham.
Quando era presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton si lamentava del fatto che convincere i democratici a concordare una linea d'azione fosse come radunare una mandria di gatti [letteralmente herding cats, frase idiomatica che indica qualcosa di impraticabile, ndT], mentre i repubblicani non sembravano avere questo problema. Tutti i partiti sono ampie coalizioni di persone con idee e interessi diversi, ma è possibile che le differenze ideologiche tra i partiti possano avere un ruolo decisivo?
Un nuovo studio di ricercatori della New York University e in pubblicazione su “Psychological Science”, suggerisce che la risposta è affermativa. Numerose ricerche di psicologia hanno dimostrato che le persone tendono a sovrastimare la misura in cui gli altri condividono le loro idee, sentimenti e abitudini. Ma questa nuova ricerca suggerisce che ciò non sia vero per persone che si collocano a sinistra nell'arco politico; anzi, sarebbe vero il contrario. Conservatori e politicamente moderati sovrastimano la misura in cui altri conservatori e moderati sono simili a loro, mentre i liberal suppongono di essere, rispetto ai loro compagni di partito, più unici di quanto non siano realmente. Questa sistematica distorsione percettiva da “unicità liberal” potrebbe contribuire a spiegare perché è più difficile tenere in riga i democratici che i repubblicani.
Diretti da Chadly Stern, gli scienziati hanno confrontato il movimento conservatore statunitense Tea Party, che ha organizzato con successo i suoi lavori congressuali, con il movimento di sinistra Occupy Wall Street, che è stato limitato dall'incapacità di raggiungere un consenso sia su questioni rilevanti (qual è la nostra agenda?) sia su questioni minori (come dovremmo rispondere alla richiesta della polizia di New York di togliere cartelli e striscioni?). Mentre le somiglianze (negli obiettivi, convinzioni, preferenze e personalità) fra i membri del gruppo sono cruciali per il successo organizzativo, gli autori si sono chiesti se anche la percezione delle somiglianze nel gruppo fosse altrettanto importante. In altre parole: forse se i membri del gruppo semplicemente pensassero di essere uguali, il gruppo funzionerebbe meglio.
Nel primo studio, centinaia di persone hanno risposto on line a 40 domande sulle loro preferenze e idee, metà delle quali relative alla politica (“Gli Stati Uniti dovrebbero cercare di rafforzare l'apparato militare”) e metà no (“Mi piace la poesia”). Successivamente, i ricercatori hanno stimato quale percentuale dei partecipanti che condividevano le convinzioni politiche (ossia, membri dello stesso in-group politico) fosse d'accordo su ciascun argomento; in altre parole, se sei un conservatore e hai indicato che ti piace la poesia, allora si stima la percentuale di altri conservatori partecipanti allo studio che amano la poesia. Stern e colleghi hanno poi confrontato i profili presunti e quelli reali per determinare se ogni partecipante sovrastimasse la propria somiglianza con quella del proprio gruppo politico (falso consenso) o la sottovalutasse (falsa unicità).
I conservatori hanno sopravvalutavato la somiglianza delle loro preferenze con quelle degli altri conservatori (falso consenso), mentre i liberal hanno sottovalutato la somiglianza delle loro preferenze con quelle degli altri dello stesso orientamento politico (falsa unicità). Anche le persone politicamente moderate hanno sovrastimato la propria somiglianza con gli altri moderati, in linea con i risultati di studi precedenti secondo cui le persone in generale sovrastimano la misura in cui le altre persone condividono le loro preferenze e idee. E questo sia riguardo alle preferenze politiche (per esempio, le spese militari), sia riguardo alle preferenze non politiche (per esempio, la poesia).
Il secondo studio ha replicato lo schema del primo, con una differenza: i partecipanti dovevano compilare anche il questionario della “scala del bisogno di unicità” (Need for Uniqueness scale), con quesiti come: "Se devo morire, che sia una morte insolita, invece che una comune morte nel proprio letto”. Anche in questo caso conservatori e moderati hanno sopravvalutato la somiglianza con il loro in-group politico, mentre le persone che si collocano a sinistra hanno sottovalutato la somiglianza con il loro gruppo politico. Inoltre, queste differenze ideologiche davano conto, almeno in parte, del bisogno di unicità delle persone: quanto maggiore era il desiderio di essere diversi dalle persone che si hanno intorno, tanto più venivano sottovalutate le somiglianze. Questo suggerisce che i liberal pensino di essere unici tra i liberal in parte perché vogliono essere unici.
Chiunque abbia mai frequentato ambienti alternativi di sinistra riconoscerà questa spinta all'unicità, che può facilmente trasformarsi in una corsa agli armamenti. Hai un tatuaggio? La mia pelle non è che un tatuaggio unico. Fai sottaceti artigianali? Io produco rafano artigianale. Hai un furetto? Io come animale domestico ho un cammello. E così via. Ma è questa motivazione a essere unici che rende simili le persone di sinistra. E' un po' come la scena del film Brian di Nazareth dei Monty Python, in cui una folla di centinaia di persone canta all'unisono: “Sì, siamo tutti individui! Sì, siamo tutti diversi!”
Se i risultati dello studio hanno senso alla luce di stereotipi ideologici come l'hipster liberal che deve essere diverso dagli altri o il soldato conservatore conformista, potrebbero non valere per la politica americana contemporanea. Di questi tempi è molto più probabile sentire la frase “herding cats” riferita ai tentativi di John Boehner di riconciliare alla Camera dei rappresentanti [Boehner è un deputato repubblicano espeaker della Camera dei rappresentanti, ndT] la fazione del Tea Party con il resto dei repubblicani. Resta da vedere se l'effetto del falso consenso conservatore può portare a un reale consenso nel Grand Old Party, ovvero nel Partito repubblicano.
GLI AUTORI
Sarah Estes scrive di scienza, è anche poeta e saggista. Collabora con Atlantic.com, Psychologytoday.com, «New Scientist», e numerose riviste letterarie.

Jesse Graham è assistant professor di psicologia alla University of Southern California e studia i problemi legati alle ideologie, ai valori e all'etica.

(La versione originale di questo articolo è apparsa su scentificamerican.com il 22 gennaio. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)
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