" Le Cronache di Narnia - Il viaggio del veliero" La recensione

Con il terzo capitolo Il viaggio del Veliero si torna nell’immaginifico mondo uscito fuori dalla penna dello scrittore C.S. Lewis, il quale ha scritto una serie di sette volumi su Narnia e i suoi straordinari abitanti, pubblicati tra il 1950 e il 1956 e successivamente tradotti in più di 50 lingue per altrettanti paesi.

Il viaggio del Veliero è il terzo della serie e racconta la storia di Edmund e Lucy che, accolti a casa degli zii, sono in perenne conflitto con il cugino Eustace. Nel loro ennesimo battibeccare vengono risucchiati da un quadro appeso alla parete, che raffigura un veliero in mare aperto.
Quale sorpresa quando i tre si ritrovano a Narnia e precisamente a bordo del Veliero condotto da Re Caspian. Edmund e Lucy sono colmi di felicità, al contrario di Eustace, che incredulo di ciò che gli sta accadendo vuole essere riportato a casa. Re Caspian si è messo alla ricerca dei sette Lord di Tilman, i migliori amici del padre assassinato. Il viaggio li porterà in vari luoghi pieni di pericoli, ma anche di risposte. Caspian e il suo equipaggio si troveranno faccia a faccia con una strana nube verde alla quale sono sacrificati gli abitanti dei villaggi. Caspian, Edmund, Lucy, Eustace e il topo Reepicheep andranno fino ai confini del mondo per trovare le sette spade dei Lord scomparsi e ripristinare la normalità. Sarà un viaggio periglioso che vedrà i nostri eroi affrontare anche il proprio io. Andrei Adamson, regista dei primi due episodi, qui compare nelle vesti di produttore.

Ciò a cui il regista Michael Apted ha voluto dare corpo in questo terzo capitolo è la doppia valenza che possiede il viaggio del titolo: il cammino che i personaggi intraprendono è sia fisico che interiore. Il viaggio, che li porta a incontrare e affrontare situazioni a loro ignote e ricche di avventure, li conduce a esplorare il proprio animo, a guardare dentro se stessi, affrontando il pericolo più grande: la tentazione. Tutti vengono messi alla prova, tentati nelle loro più intime debolezze: Lucy vorrebbe la bellezza di sua sorella maggiore (rinnegando di fatto la propria), Edmund vorrebbe non essere secondo a nessuno, in special modo a Caspian, Eustace segue la sua brama di ricchezza e per Caspian la tentazione più grande sarà il desiderio di poter rivedere il padre.
Questo lungo viaggio li farà crescere e responsabilizzarsi. Questa è una storia che parla della tentazione e di fare la cosa giusta e questa tematica è un elemento importante del film.

Un altro aspetto presente è il senso della famiglia e il bisogno della figura paterna (l’amore filiale rimane vivo indipendentemente dall’età). Caspian non lotta solo per ritrovare le sette spade ma anche suo padre.
Il senso della famiglia coinvolge i 5 personaggi principali, che durante il viaggio scoprono il valore di chi hanno accanto e quale unione e forza possa infondere l’essere una famiglia. Con la sequenza in cui i 5 viaggiatori raggiungono il Paese di Aslan arriva la commozione: è il momento in cui ognuno scopre la strada che percorrerà da quel punto in poi e capirà quale grande affetto legherà tutti loro per sempre.

La realizzazione del film si è svolta in Australia. Il veliero è uno dei protagonisti  essenziali del film, raffigura Narnia.
È stato costruito da capo a piedi, ci sono voluti 18 mesi per portare a compimento il progetto e tre settimane per costruirlo.
La cura dei dettagli e la perizia artigiana è dovuta alla volontà di dare allo spettatore “qualcosa da godere con lo sguardo” ha affermato Apted.
Il regista ha una lunga e fruttuosa esperienza sia in campo cinematografico che televisivo e con Il viaggio del Veliero è riuscito a tirare fuori il meglio della storia, rendendola avventurosa, con un tocco d’ilarità e facendo emergere in superficie tematiche sulle quali far ragionare insieme genitori e figli. È un terzo capitolo che lascerà soddisfatti grandi e piccini. ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

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