" Le carte in Tav-ola" di Piergiorgio Odifreddi

http://www.piergiorgioodifreddi.it/wp-content/uploads/2010/09/dio.jpgNel Lupo della steppa, Hermann Hesse esterna tutto il suo disgusto per la civiltà occidentale: non sorprendentemente, per l’autore di Siddharta e delPellegrinaggio in Oriente. Naturalmente, da un punto di vista esteriore, la civiltà occidentale si concretizza nelle macchine, ed Hesse constata che “c’è troppa gente al mondo. Prima non lo si notava tanto. Ma ora che ciascuno non solo vuole l’aria per respirare, ma pretende anche l’automobile, ora lo si nota”.

Il Lupo della steppa si conclude con una simbolica “lotta fra gli uomini e le macchine”, che lascia “dappertutto automobili schiacciate, contorte, mezzo bruciacchiate”. “Su tutti i muri vi erano manifesti eccitanti che, a lettere cubitali, ardenti come fiaccole, esortavano la nazione a prendere finalmente la parte degli uomini contro le macchine, a incendiare finalmente le fabbriche e a ripulire e spopolare la terra violentata affinchè vi ricrescesse l’erba, e quel mondo polveroso di cemento potesse ridiventare prato, foresta, brughiera, fiume e palude”.

Non ho problemi ad ammettere che, in un’ipotetica battaglia luddista contro le automobili, io starei dalla parte del Lupo della steppa. Ma nella reale battaglia luddista contro i treni ad alta velocità, sto contro i No-Tav. Perchè auto e treni non sono affatto la stessa cosa, essendo le prime mezzi di trasporto individuali, e i secondi mezzi di trasporto collettivi. E mentre io sono contro gli Agnelli, gli Elkann e i Marchionne, sto dalla parte delle Ferrovie dello Stato. O, se si preferisce, mentre sono contrario alle speculazioni private, sono a favore dei servizi pubblici.

Che i No-Tav siano oggettivamente dalla parte dei conservatori e dei leghisti, che non vedono al di là del proprio naso e delle proprie tasche quando si tratta di difendere i propri piccoli interessi contro quelli della comunità, l’hanno dimostrato alle elezioni regionali del 2010 in Piemonte. Invece di votare per la Bresso, hanno sprecato il cinque per cento dei voti nella lista qualunquista di Grillo, permettendo a Cota di vincere con un uno per cento di vantaggio.

Manifestare contro lo sviluppo tecnologico collettivo dei treni, significa schierarsi oggettivamente a favore dello sviluppo tecnologico individuale delle auto e dei camion. E’ una scelta oscurantista, perfettamente in linea con la politica che il cartello delle grandi fabbriche automobilistiche europee ha imposto ai governi nei decenni passati: mentre la Svizzera ha gradualmente dirottato tutto il trasporto delle merci sulle rotaie, bonificando le strade e le autostrade dai Tir, noi abbiamo potenziato ilsistema stradale e autostradale, infestandolo di traffico.

Dietro alla battaglia pro o contro la Tav, sta in fondo questo interrogativo: vogliamo continuare ad aumentare il degrado delle città, del territorio e della vita quotidiana prodotto dalle auto e dai camion, o preferiamo investire su autobus e treni per invertire la tendenza e sperare in uno sviluppo meno disumano? Se lo ricordino i No-Tav, che invece di provare a bloccare le rotaie potrebbero più utilmente provare a bloccare i caselli autostradali, a partire da quelli che portano nella Val di Susa. ( Fonte: www.piergiorgioodifreddi.it)

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