Le banche centrali accelerano la corsa verso lo schianto

http://www.ilfoglio.it/media/uploads/2011/Bank.jpgCinque anni dopo l'inizio della crisi finanziaria globale, tutte le politiche portate avanti dalle banche centrali sono fallite. L'economia è in discesa libera, i governi sono in bancarotta e che fa la BCE? Annuncia la creazione di una nuova bolla dei derivati!

Alla conferenza stampa mensile della BCE il 2 maggio, Mario Draghi ha annunciato che l'istituto di Francoforte sta esplorando la possibilità di resuscitare il mercato delle cartolarizzazioni ABS (Asset-Backed Securities) che, ha affermato, "è morto da tempo". Alla richiesta di dettagli, Draghi ha risposto spiegando che la BCE è alla ricerca di titoli da acquistare dalle banche, "ma non c'è tanta roba in giro che possiamo acquistare". Gli piacerebbe volare con "l'helicopter money", come Bernanke, ma ciò non è possibile a causa delle differenze tra i sistemi americano ed europeo. Con i tassi tagliati allo 0,50 per cento, quelli per i prestiti marginali all'1 per cento e il rinnovo delle MRO (Main Refinancing Operations) almeno di un anno, fino al luglio 2014, la BCE è arrivata alla fine del palo. L'opzione successiva sono i tassi negativi. Dopo aver offerto quantità illimitate di liquidità, ora la BCE pensa di pompare direttamente il mercato dei derivati, ricostruendo la bolla che è esplosa nel 2007!

Attualmente le banche non prestano alle imprese e alle famiglie. Poiché l'austerità ha prodotto disoccupazione, distrutto reddito e consumi, le imprese non hanno domanda e le famiglie non hanno reddito. Difficile per una banca prestare soldi a imprese senza ordinazioni e famiglie senza reddito. Ma invece di lanciare programmi di investimento in modo da agire su domanda e offerta, la BCE suggerisce che le banche prestino comunque denaro, trasferendo il rischio con la cartolarizzazione dei prestiti, seguendo proprio il modello OTC (originate to distribute) che ha causato la crisi.

Ben diversamente dalla ripresa annunciata dalla BCE per la metà del 2013 (adesso), l'economia europea si trova in una recessione crescente, e la ripresa è stata rinviata all'anno prossimo. Anche l'economia americana è in discesa, nonostante la propaganda governativa che parla di aumento dell'occupazione. I fatti dicono che l'occupazione ufficiale, con 135,5 milioni, è meno del livello dello scorso novembre (135,6 milioni). Negli anni recenti, fatta eccezione per il 2008, l'occupazione è sempre tornata in aprile al livello pre-natalizio. Stavolta ha mancato l'obiettivo di centomila occupati.

Non si può certo parlare di successo del Quantitative Easing. E che fa la Fed? Dall'ultima riunione del Federal Open Market Committee è emerso il messaggio che la Fed è pronta ad aumentare il QE3, dopo che alla scorsa riunione aveva invece suggerito che avrebbe gradualmente ridotto gli acquisti fino a sospenderli prima del gennaio prossimo.

L'azione della Fed è ovviamente coordinata con la BCE. Non si può descrivere quest'accelerazione di espansione della liquidità con altre parole se non folle. Le autorità finanziarie si sono imballate su una rotta iperinflazionistica perché si rifiutano istericamente di adottare l'unica riforma finanziaria che funzionerebbe: Glass-Steagall.

Un articolo sul quotidiano finanziario svizzero Neue Zuericher Zeitung del 4 maggio lo ha fatto capire bene. Sotto il titolo "Risanamento e Risoluzione di Banche Sistemicamente Rilevanti", l'articolo spiega la nuova legge di salvataggio bancario svizzera, basata sul "bail-in", o modello cipriota. La Svizzera ha anticipato la legge che tra poco sarà adottata anche nell'UE.

Nell'articolo Patrick Raaflaub e Mark Branson, due funzionari della Consob svizzera (Finma), affermano tra le altre cose che la legge serve a impedire la separazione e la protezione di settori della banca all'estero. Pur non riferendosi a una separazione stretta, alla Glass-Steagall, ma solo alla versione Ring-fencing, il messaggio è chiaro: "Solo con una strategia per sanare e liquidare istituti finanziari attivi globalmente che sia efficace, credibile e riconosciuta internazionalmente, la Svizzera può impedire una separazione preventiva di parti singole dell'impresa, comunemente chiamata 'ring-fencing', in altre giurisdizioni".

Questo schema sarà presto approvato al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo, e a partire dall'anno prossimo, nessun deposito sarà al sicuro nell'UE – posto che la politica della BCE non faccia saltare il sistema prima di quella data.

Fonte: www.movisol.org

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