" Le avventure di Tintin – Il segreto dell'Unicorno" La recensione di Dario Carta

http://www.cinemalia.it/images/stories/leavventureditintinilsegretodellunicorno_leggero.pngDialogo fra strisce e cinema.

I fumetti,nelle mani di Spielberg,parlano il linguaggio del miglior cinema e vanno a braccetto con uno spettacolo che danza davanti agli occhi di un pubblico di ogni età,facendosi sogno. Esplorazione in territori a grosso rischio di equivoco,quella del regista,fattosi Merlino di una trasformazione di una Bande Dessinèe pressochè sconosciuta oltre l'Atlantico,ma fortemente condizionante le tirature europee di albi a fumetti,in una pagina di cinema forse già collaudato,ma certamente veicolo delle magìe che ogni pubblico cerca sul grande schermo.

Qui Spielberg elabora il suo racconto cucendo avvenimenti estratti da diversi albi e lo fa per permettere a Tintin di presentarsi ad un pubblico che non lo conosce e non ha mai varcato le porte del suo universo. Nel '66,la Gandus editore apriva le porte italiane a Tintin,con "Le crabe aux pinces d'or",albo cardine che segnava l'incontro del protagonista con il capitano Haddock,a sua volta centro della seconda e terza avventura della serie (italiana),"Le secret de la Licorne"e "Le tresor de Rackham le Rouge"qui raccolti ad illustrare la storia creata per il cinema.

Tintin non ha più viaggiato,dopo l'addio del suo creatore,ma Spielberg ha ripreso in mano una matita capace di riaprire pagine magiche,restituendo una fantasia mai sopita e ricreando la dimensione fantastica che ha portato per mano i sogni e le speranze dei bambini cresciuti senza età tra le tavole fatate in bianco e nero e a colori di Hergè,Bob De Moor,Jacobs,Martin, araldi della scuola belga dell'immaginario e custodi della libreria della fantasia.

Con loro e i loro eroi,ogni generazione di un' Europa immersa nelle inquietudini fra le due grandi guerre,ha sognato avventure,ha vissuto speranze,ha cercato tesori,ha letto brani di storia nell'incantesimo di protagonisti da contraltare alla cultura grafica americana,impaginazione di una realtà non europea forse meno trasognata.

Nella coreografia intrigante di un gioco digitale mai sfrontato,si percepiscono tradotte sullo schermo le nostalgiche fascinazioni dai lavori dei coloristi decoratori,impaginatori,che,da dietro le quinte degli atelièr di Hergè,davano vita alle tavole con i colori e la luminosità della ligne claire belga. Questa è l'eredità lasciata a Spielberg e Peter Jackson per la loro avventura.

Tintin fu la scuola di tutte le pagine dei libri dei sogni a colori e il binomio che è stato capace di portarlo sugli schermi nella nuova forma di un cinema per oggi,è la formula che realizza un prodigio che si dilata ad ogni fascia di audience,schiudendosi nei desideri e nelle immaginazioni più leggere di ogni pubblico disposto a sognare. ( Fonte: www.cinemalia.it)

Titolo originale: The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn

USA, Nuova Zelanda, Belgio: 2011. Regia di: Steven Spielberg Genere: Commedia Durata: 107'

Interpreti: Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig, Simon Pegg, Nick Frost, Gad Elmaleh, Toby Jones, Mackenzie Crook, Sebastian Roché, Daniel Mays, Tony Curran, Mark Ivanir, Phillip Rhys, Sonje Fortag, Joe Starr, Enn Reitel, Kim Stengel, Ian Bonar

Sito web ufficiale: www.tintin.com

Sito web italiano:

Nelle sale dal: 28/10/2011

Voto: 8

Recensione di: Dario Carta

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