Lavoro: dov'è finita la liquidazione di una volta?

Un tempo, quand'era il momento di andare in pensione, era normale ritrovarsi con un bel gruzzolo tra le mani, col quale stare più tranquilli, per il futuro, e tipicamente comprarsi una casa. O magari farci un giro per il mondo, senza troppi patemi d'animo. Adesso le cose stanno molto diversamente, perché la liquidazione, o Trattamento di Fine Rapporto (Tfr), serve a molti lavoratori per integrare una pensione diventata troppo magra. Per non parlare di quelli – a parte imprenditori e liberi professionisti (quelli veri) - che il Tfr non ce l'avranno mai, come i collaboratori a progetto e le partite Iva.

Con le attuali normative, il lavoratore dipendente è chiamato a decidere se lasciare che a gestire il proprio Tfr sia l'azienda d'appartenenza, oppure dirottarlo verso un fondo pensione, necessario a rimpolpare trattamenti pensionistici che, col cosiddetto sistema contributivo, si prospettano assai scarni. Nel caso del fondo pensione ("previdenza complementare"), c'è da fare un'ulteriore scelta, quella tra una forma individuale o una collettiva di previdenza. Non si tratta, in questo caso, tanto di attitudine all'individualismo o alla socialità, quanto di capire quale delle due formule sia più conveniente per il proprio caso.

Se si ha bisogno, è anche possibile chiedere un'anticipazione del Tfr, limitatamente all'acquisto della prima casa o alla necessità di sostenere spese sanitarie. Chi ha scelto di lasciare il Tfr in azienda, può farlo dopo 8 anni di servizio, per una cifra fino al 70 per cento di quanto maturato fino a quel momento. Per gli altri, dipende da quanto è stato versato fino al momento della richiesta.

Per i dipendenti pubblici, da quest'anno c'è invece la novità (non a tutti gradita) che il Tfr verrà erogato a rate, se superiore a 90 mila euro.

Per i parasubordinati, collaboratori a progetto e partite Iva, bisogna provvedere in proprio, affidandosi a strumenti privati, come ad esempio i fondi obbligazionari. Ci sono tante formule, con pagamenti mensili o annuali, per scegliere le quali bisogna rivolgersi ad un consulente finanziario. Ma che sia veramente di fiducia. ( Fonte: www.intrage.it)

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