Lavano la bocca col sapone al bimbo che bestemmia

Un bambino di otto anni da alcuni giorni non va a scuola a Sant'Ambrogio (Torino) per decisione della mamma che sostiene che le maestre hanno lavato la bocca al figlio, con il sapone, per punirlo dopo aver bestemmiato.

La donna ha presentato una denuncia ai Carabinieri, che hanno informato la Procura della Repubblica di Torino, ipotizzando l'abuso di mezzi di correzione da parte delle due insegnanti.

La donna – hanno riferito il periodico Luna Nuova e il quotidiano La Stampa – ha chiesto alla scuola l'allontanamento delle due insegnanti, ma la dirigente scolastica, Claudia Rolando, ha sottolineato il valore delle due maestre e ha detto che non adotterà alcun provvedimento prima della decisione della magistratura.

L'episodio – secondo la denuncia della donna – è avvenuto a scuola. Il figlio ha pronunciato alcune parolacce e una bestemmia. Le due insegnanti, dopo averlo rimproverato – sempre secondo il racconto della mamma – gli hanno lavato la bocca con il sapone.

La donna riconosce che il figlio ha sbagliato, ma ritiene eccessiva la punizione inflitta e sostiene che non lo farà tornare a scuola se non saranno allontanate le due insegnanti.

Il bambino – riconosce la mamma – è esuberante e non riesce a stare fermo a lungo. Per questo – aggiunge – è seguito da una psicologa, anche se non ha problemi mentali.

Dall'inizio dell'anno sette bambini sono stati spostati dai genitori da quella stessa classe perchè l'hanno considerata troppo turbolenta.

«L'episodio è da verificare, ma qualora risultasse vero ci troveremmo davanti all'ennesima lesione di diritti fondamentali perpetrati in un luogo deputato, invece, alla tutela dei bambini». Così il presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori Antonio Marziale commenta la notizia.

L'Ufficio Scolastico Provinciale di Torino ha richiesto una relazione alla dirigente della scuola elementare di Sant'Ambrogio, dove la mamma del bambino di 8 anni ha denunciato che al figlio sarebbe stata lavata la bocca con il sapone per punizione dopo aver pronunciato una bestemmia.

«Si tratta di un atto propedeutico a capire come si sono svolti i fatti – dichiara il dirigente dell'Usp di Torino Alessandro Militerno – e solo successivamente all'accertamento di quanto accaduto e delle eventuali responsabilità potremo decidere se sarà o meno il caso di adottare dei provvedimenti». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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