" Lasciatemi contare (sono un italiano)" di Tullio Rossi Marcelli

La Svizzera è un paese pulito e disciplinato. La conseguenza è che la vita quotidiana è più semplice. Ma il prezzo da pagare sono dei rimproveri degni della scuola media.

 

Uno dei posti a più alto rischio di cazziatone è l’ufficio postale. Prima ho imparato a mie spese che non bisogna MAI prendere il numeretto prima di aver preparato tutti i bollettini da pagare: il tempo d’attesa, quasi sempre inferiore a un minuto, non basta neanche a tirarli fuori dalla borsa. Figuriamoci poi se ce n’è qualcuno da riempire.

 

Poi consegni i bollettini e l’impiegato delle poste, dopo averli passati nella macchina, ti fa: “Il totale?”.

 

Eh, se non lo sa lei, non so proprio chi altro glielo possa dire. “Cioè, lei è venuto qui senza aver fatto il conto del totale? Guardi che è nel suo interesse saperlo. Noi siamo umani, ci possiamo sbagliare”. Non solo ti rimproverano, ma hanno anche il potere di farti sentire in colpa.

 

La seconda volta avevo fatto tutti i conti: dovevo pagare 768 franchi. Prendo il numero, tocca già a me, passo i bollettini sotto al vetro e mi preparo. “Il totale?”. Dovrebbero essere 768 franchi, dico soddisfatto.

 

“Non mi risulta. Aspetti che rifaccio il conto”. Rimette i bollettini nella macchina, e alla fine mi guarda con disprezzo. “Il suo calcolo è sbagliato. Sono 651 franchi”.

 

Certo che ho sbagliato. Vorrei vedere lui a fare certi calcoli a mente in quaranta secondi. Se avessi qualche minuto di fila in più, potrei fare i conti con meno fretta. Ed evitare figure di merda.

( Fonte: www.internazionale.it)

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