Lampedusa, il mercato dei buoni sentimenti (a parole s’intende) - di Carlo Tata

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1305651361.jpgAncora una volta il mercato delle parole ha avuto il sopravvento su un problema reale come l’immigrazione. A sparare parole in libertà sono i soliti finti “francescani” del volemose bene e del siamo tutti uguali. I vari talk show dei canali Rai e delle tv private hanno fatto a gara nel mostrare lacrimevoli prostrazioni e di indignazione per la tragedia dei migranti morti di fronte le coste di Lampedusa. Hanno parlato di accoglienza e solidarietà negata per colpa della legge Bossi-Fini, di una indifferenza al tema e di un menefreghismo dell’Europa. Tutti quindi pronti alla solita lezione di come si vive e di cosa si deve fare per aiutare i poveri migranti in cerca di una vita migliore.

E pensare che tutti questi conduttori di programmi di parole al vento non è che poi se la passino tanto male. E così anche la marea di parlamentari e di dirigenti pubblici e privati che guadagnano fior di milioni. Solo che nessuno di questi va oltre le parole, anzi vorrebbero che il problema se lo accollasse l’Italia e l’intera Europa. E sappiamo tutti come andrebbe a finire il film reale: nessuna economia riuscirebbe mai a sostenere questo sforzo di mantenimento di milioni di persone povere, finendo inevitabilmente col crollare. Anche perché al di là dello sfruttamento non possono offrire proprio nulla. Perché questi bla bla bla non passano ad atti concreti, dando il buon esempio? Basterebbe dare le chiavi di casa di uno dei loro appartamenti di proprietà per risolvere il problema. Ne hanno solo uno? Benissimo, condividano l’appartamento con queste povere anime che in cambio non hanno nulla da dare. Non è certo con le lacrimevoli prese di posizione ipocrite e i lavaggi della propria coscienza che si può essere considerati moralmente all’altezza di un tema così complicato e difficile come quello dell’immigrazione. Anche la Boldrini e la Kyenge dovrebbero passare alla concretezza delle parole, magari dando i loro lauti stipendi da parlamentari all’assistenza e al mantenimento di queste persone. E perché non aprire la loro dimora a quegli immigrati che ne volessero condividere l’esperienza? Invece solo j’accuse agli italiani e agli europei ritenuti degli “indifferenti” al problema.

La vera vergogna la proviamo noi per queste prese di posizione davvero ipocrite. Lo stesso papa Bergoglio invece di vergognarsi per l’indifferenza dei governi dovrebbe vergognarsi per la posizione ipocrita della casa cui appartiene. Visto che la Chiesa ha un immenso patrimonio immobiliare, perché non cede gli appartamenti a tutti coloro che ne hanno bisogno? E naturalmente non basterebbe nemmeno quest’atto di bontà per salvare la propria coscienza, perché si dovrebbe pensare anche al loro mantenimento. Stiamo quindi assistendo al solito mare di ipocrisia e di squallore umano. E poi paradossalmente questa gente che viene in Italia e in Europa è alla ricerca di quel benessere considerato recentemente da papa Bergoglio come un demone da combattere. Difatti nelle sue quotidiane uscite non fa altro che parlare di piacere della povertà. Questa sì che è una vergogna universale! L’unica soluzione al grande problema migratorio è quello di aiutare queste persone nei loro paesi di provenienza. Come? Destinando una parte dei soldi europei che quasi sempre finiscono a foraggiare associazioni umanitarie allo sviluppo di questi paesi. Dalla realizzazione di case, scuole, ospedali, strade e altre cose che servano a realizzare una società di benessere e di sviluppo. Invece i bla, bla, bla pensano che il male assoluto sia la legge Bossi-Fini che non c’entra proprio nulla con le tragedie del mare. Si tratta infatti di persone prive di documenti che non potrebbero certo prendere l’aereo o la nave, altrimenti lo farebbero. A meno che non si voglia abolire il documento di identità. Oltretutto il costo del loro viaggio è certamente di gran lunga superiore a quello che dovrebbero spendere per un aereo o per una nave. Senza dimenticare che il referendum per l’abolizione della legge sull’immigrazione è stato firmato da poche migliaia di persone. Insomma un flop clamoroso. Ultima nota la riserviamo agli ipocriti delle guerre umanitarie. Alludiamo soprattutto all’attacco alla Libia di Gheddafi. Eliminato il colonnello libico, peraltro in modo barbaro e disumano, la conseguenza primaria è stata quella di un forte aumento delle partenze dei barconi carichi di disperati. Chi ha fatto quella guerra insensata dovrebbe essere portato dinanzi ad un tribunale e rispondere di questo crimine. E’ infatti un crimine la devastazione dell’Italia e dell’Europa, attraverso processi migratori che non potranno di certo essere assorbiti da una economia in grave crisi. Infine ricordiamo agli indignati che altrove si ergono muri elettrici e si spara sugli immigrati. E’ quello che accade nelle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla. Ed è quello che accade negli Usa, paese emblema della democrazia e dei diritti umani. Da noi tutto ciò non è mai successo.

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