La vicenda Brancher e l'infinita deriva della politica italiana

Uno scherzo da prete aveva organizzato il neo ministro Brancher per sottrarsi al processo per appropriazione indebita. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli: il ministero per l'attuazione del federalismo di cui Brancher è il titolare è senza portafogli e, per di più, le deleghe non gli sono ancora state assegnare, per cui, non pu servirsi a suo piacimento del giusto impedimento per non andare in aula, trovando l'escamotage che deve organizzare il ministero.

 

Questa era alla bell'e meglio la scusa, ma il Capo dello stato ha chiarito che,nella fattispecie, non c'è per Brancher il legittimo impedimento, dato che non deve organizzare un bel nulla, di conseguenza, in neo ministro dovrà presentarsi al processo. Suo malgrado, ha risposto che ci andrà alla prossima udienza. Nell'immaginario popolare il tafazzismo è una sorta di masochismo dei dirigenti di sinistra che per farsi del male, di fronte alla malasorte, si colpiscono le parti basse del corpo, quest'atto di autoflagellazione sta prendendo piede anche tra gli esponenti del centrodestra. Si potrebbe dire che al tafazzismo di sinistra, c'è ora quello di destra. Brutto segno. Per la sinistra ci sono anche delle giustificazioni, da anni la sua nomenclatura non fa altro che litigare, non avendo un leader capace di irreggimentarla, al contrario, la destra che, peraltro, sta al governo, sta facendo di tutto per andare all'opposizione. Berlusconi non riesce più a tenere a bada i suoi, colpiti dal ballo di San Vito, e il governo sta andando verso le secche, non riuscendo ad approvare in santa pace un singolo provvedimento parlamentare.

 

Oggi è il turno del caso Brancher e del ddl sulle intercettazioni a tenere banco nonchè a dividere la maggioranza, domani, sarà un altro caso a creare polemiche, dopodichè sarà la volta di altro provvedimento a divedere la coalizione, e cos via. Da quando poi Fini si è messo di traverso, Berlusconi sembra che abbia perso la trebisonda. Di là dalle polemiche finiane, si nota un deficit di leadership politica, oltrechè la premiership non è in uno buono stato di salute. Ci vorrebbe una messa a punto con i fiocchi, ma non sappiamo se ci siano le condizioni per farla.

 

Non bastavano i processi a carico di Silvio Berlusconi, la maggioranza si è voluta complicare la vita nominando ministro, Aldo Brancher, sotto processo anche lui, per via di un filone giudiziario collaterale, riguardante la scalata Antonveneta. Per l'esattezza, quello di Giampiero Fiorani, ex numero uno della Banca di Lodi, che finanzi una lobby di parlamentari, in cui Brancher c'entrava eccome, a difesa delle prerogative e del mandato a vita dell'ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio. Il banchiere di Lodi si battè, per questo obiettivo, senza successo, per avere mani libere da parte di Via Nazionale, per la scalata di Antonveneta, a scapito dell'ex banca olandese Abm Amro. Il sogno di Fiorani, che dur un estate, era di costituire una galassia bancaria simil Mediobanca con lui nei panni di Cuccia. Mentre il banchiere siciliano diffidava dei politici, il banchiere di Lodi si serviva dei politici, pagandoli profumatamente, per le ambizioni di una cricca di cui era uno dei capi. Una storia squallida che fini come fin. Cioè in Procura, con Fazio che si dimise, con Fiorani in galera e il resto del cotè sotto inchiesta. Per sottrarsi alle sedute processuali, il neo ministro ha creduto opportuno servirsi dello scudo del legittimo impedimento.

 

Agli occhi dell'opinione pubblica, il caso Brancher è stato letto come se questi fosse diventato ministro per servirsi a suo uso e consumo dello scudo istituzionale, cucito su misura per Berlusconi, con un limite temporale di 18 mesi, finchè non arrivi la nuova versione del lodo Alfano.

 

Sui casi giudiziari di Berlusconi, gli italiani (del centrodestra) chiudono un occhio, se non entrambi, perchè lo considerano, a torto e a ragione, perseguitato delle toghe rosse, ma sugli altri esponenti sono inflessibili. Fatto sta che il legittimo impedimento ha fatto nascere nel corpo elettorale un legittimo risentimento, aumentando i malumori nei confronti della maggioranza di governo. Di conseguenza, c'è un calo di gradimento verso Berlusconi e il governo. Niente di grave, dato che tra maggioranza e opposizione resta un divario di voti abissale. Ma di questo passo, errori su errori, la forbice potrebbe restringersi a danno dell'uno e dell'altro.

 

Prova ne sia che anche i commenti dei giornali legati a doppio filo al governo sono abbastanza critici sul governo e lo sono, a maggior ragione, nei confronti del caso Brancher. Non parliamo di quelli di opposizione che hanno messo su una gran canizza, chiedendo persino le dimissioni del ministro. In una fase come questa, era proprio opportuno nominare un tipo come Brancher ministro, con un processo sulle spalle, che ha tentato di non presentarsi nell'aula di Tribunale, sfruttando il legittimo impedimento, finchè non è stato bacchettato dal Capo dello Stato e ha dovuto fare dietrofront? Anzichè cercare il legittimo impedimento, sarebbe stato sufficiente provare un legittimo sentimento verso la giustizia e la carica che ricopre. E tutto si sarebbe risolto! ( Fonte: www.clandestinoweb.icom)

Autore: Biagio Marzo

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog