La vera storia di quell'incendio. Alle origini della Festa dell'8 Marzo

Pubblicato il da oleg

http://blog.edidablog.it/files/Image/FEDRA/MimosaMauro1.jpgCi sono bufale e bufale: quella che riguarda l'origine della Festa della donna, che si celebra oggi in tutto il mondo, è una bufala a suo modo efficace e simbolica. La leggenda (metropolitana) vuole che sia stata istituita in ricordo d'una tragedia, un olocausto di donne: l'incendio, avvenuto l'8 marzo del 1908, d'una fabbrica tessile di New York, la fantomatica "Cotton", mentre era in corso uno sciopero delle operaie per protestare contro le inumane condizioni di lavoro. Secondo la leggenda, il proprietario, tale Johnson, chiuse le operaie dentro, bloccando le uscite e nell'incendio, che secondo una delle versioni della leggenda avrebbe appiccato lo stesso Johnson (furbo come una volpe) morirono tutte. Come si vede, c'è dentro tutto: lo sfruttamento, la discriminazione, la crudeltà, il sacrificio. Una storia davvero simbolica. Peccato che sia falsa quasi per intero.

In realtà, l'origine della festa è un'altra: fu celebrata per la prima volta negli Stati Uniti il 28 febbraio 1909, su iniziativa del Partito socialista americano, in favore del diritto al voto femminile. Da allora negli Usa la giornata – che dall'anno successivo, alla luce di un lunghissimo sciopero di 20mila camiciaie newyorkesi si caricò di rivendicazioni anche sindacali – si continuò a celebrare l'ultima domenica di febbraio, mentre in alcuni paesi europei – Germania, Austria, Svizzera e Danimarca – si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911 su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste, in ricordo del 19 marzo 1848, quando il re di Prussia aveva promesso il riconoscimento del diritto di voto alle donne (poi rimangiandoselo). In Francia venne invece celebrata il 18 marzo 1911, quarantennale della Comune di Parigi.

Le celebrazioni però non ebbero dappertutto continuità, e vennero interrotte dalla Prima guerra mondiale, fino a che l'8 marzo 1917 le donne di San Pietroburgo guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra. Fu l'inizio della "Rivoluzione russa di febbraio". Perciò il 14 giugno 1921 la Seconda Conferenza internazionale delle donne comuniste fissò all'8 marzo la Giornata internazionale dell'operaia. In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta il 12 marzo 1922, per iniziativa del Partito comunista.

Solo nel secondo dopoguerra – perduta la memoria storica delle vere origini della festa – cominciò a circolare la leggenda dell' "incedio alla Cotton". Sovrapponendo dati leggendari a una tragedia vera: quella del rogo alla fabbrica di abbigliamento "Triangle Shirtwaist Factory" di New York, il 25 marzo 1911. Lì 129 donne e 17 uomini morirono bruciando assieme alla macchine per cucire o lanciandosi dalle finestre dell'ottavo e nono piano dell'Asch Building, che oggi ospita il dipartimento di scienze della New York University (dove si aprirà una mostra fotografica con immagini di quel rogo diventato emblema del sacrificio delle lavoratrici). Le vittime erano per lo più giovani immigrate (molte italiane) che lavoravano 14 ore al giorno, 6 giorni a settimana, per pochi dollari. I proprietari, per timore che le sartine s'allontanassero dal posto di lavoro, avevano dato ordine di chiudere a chiave le porte. E quando scoppiò l'incendio l'Asch Building si trasformò in una trappola.

A distanza di un secolo gli ultimi 6 ignoti lavoratori morti nel rogo, 5 donne e un uomo, sono stati finalmente identificati (grazie all'ostinazione del ricercatore Michael Hirsch) e per la prima volta il prossimo 25 marzo – quando ci sarà la commemorazione ufficiale – verranno scanditi di fronte all'Asch Building assieme a quelli delle altre 140 vittime.

Al processo i proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harri, non vennero riconosciuti colpevoli di alcun reato e i lavoratori del settore abbigliamento scesero in piazza per alcune settimane di fronte all'edificio fino a quando la municipalità decise di adottare misure a difesa dei lavoratori, specie nel campo della sicurezza.

Il materiale simbolico, in fondo, c'è tutto. ( Autore: a.m/ Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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