La telenovela della politica non ci salverà

La politica internazionale assomiglia sempre di più ad una telenovela. Sembra infatti che la diplomazia passi il suo tempo a spedire email con storielle piccanti su Berlusconi, racconti sull'ipocondriaco Geddafi o descrizioni dettagliate della prudente Merkel e del mitomane Sarkozy. Per non parlare poi della famiglia reale britannica, di quella saudita che vuole sbarazzarsi dell'Iran e della minaccia rappresentata dal fratello narcotrafficante di Karzai. Nessuno coopera e tutti sparlano degli altri. A questo punto sembra opportuno ammettere che se la leadership americana é interessata a queste trivialità e se queste sono le preoccupazioni dei leader internazionali, non c'é da sorprendersi se siamo in piena crisi economica.

Tra i documenti resi noti da Wikileaks ci sono anche le prove inconfutabili che l'amministrazione americana non é poi così diversa da quella che l'ha preceduta. In Spagna é scoppiato lo scandalo Baltasar Garzon. El Pais ha pubblicato una serie di documenti dove si dimostra come nel 2009 Washington abbia fatto pressione su Madrid per far naufragare la causa intentata dal giudice più famoso al mondo, un procedimento penale contro sei personaggi chiave dell'amministrazione Bush in relazione alla prigione di Guantanamo. Un duro colpo, questo, per l'America, specialmente per chi ancora sperava che Obama avrebbe portato quel cambiamento rigeneratore che tutti sognavano due anni fa.

La risposta dei mercati è stata come sempre negativa. Lunedì e martedì gli spread per i Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) sono aumentati. Molti investitori temono infatti che questa classe di politici, che anche dai documenti di Wikileaks risulta incompetente e focalizzata esclusivamente su come promuovere la propria immagine piuttosto che proporre politiche concrete, non sia in grado di guidarci fuori dell'uragano recessivo. Figuriamoci, dunque, se ha idea di come riformare il sistema monetario internazionale. La ciliegina sulla torta l'ha poi messa il governatore della banca d'Inghilterra quando, dopo aver criticato pubblicamente Gordon Brown, ha confidato agli americani le proprie preoccupazione sulla leadership dei conservatori, reputata troppo giovane per gestire la crisi. Non ci rimane che sperare nella clonazione, che qualcuno insomma riesca a riportare in vita Keynes, ormai ne abbiamo tutti un bisogno disperato! ( Fonte: www.caffe.ch)

Autore: Loretta Napoleoni

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