La stampa tra Assange e il 2012. Quali verità?

Il mondo non si stupisce più da tempo. Forse il colpo di grazia l’ha dato il Vaticano quando annunciò di rivelare l’ultimo segreto di Fatima, rivelando poi una cosa tanto generica che la delusione fu totale. E che dire del millennium bug, dovevamo tornare all’età della pietra ed invece siamo rimasti al medioevo. Assange ci ha dato l’ennesima delusione o si è tenuto il piatto forte per contrattare la sua scarcerazione? 

Il mondo vorrebbe ma non si stupisce, stiamo diventando sempre più cinici e stiamo omologando un nichilismo di serie b, anche quando arriva la notizia che trent’anni fa avrebbe fatto sussultare ci comportiamo come se noi lo sapevamo già. Siamo costretti a parlare per mesi di bungabunga e della povera Sara Scazzi. Ci occupiamo sempre meno delle cose che non stupiscono ma dovrebbero riguardarci, come ad esempio di un ragazzo pestato e morto in questura. Per non parlare delle nostre risorse spese male.
Le rivelazioni di Wikileaks sono come un orgasmo mancato che da lavoro a depressione e noia. 

Un membro che dopo aver montato un aspettativa di estasi della verità, esce dal binario smontando le speranze di superare quel gradino che ci separa dall’essere una civiltà evoluta. Che assolve e dispensa dalla colpa chiunque abbia pensato male della nostra classe politica. Perché qualche affaruccio, deprimenti festini (a cui tutti vorrebbero partecipare) e luoghi comuni di pareri personali attribuiti a funzionari dislocati nel mondo, ci insegnano che anche un ambasciatore è un uomo comune con pensieri banali e che il pettegolezzo e i bassi istinti li coltivano anche i democratici più illuminati. 

Intanto uno degli organi di controllo di questa società, i media, continuano ad avere una fisionomia sfuggente e nessuno ad oggi riesce a capire come si distingue la montatura dal vero. La maggior parte delle persone non si fida più, gli altri scelgono di avere un nemico, che forse è peggio. L’unica parte ben definita della macchina delle informazioni è nei dintorni del basso ventre. Mentre continua a fagocitare membri di modesta statura intellettuale, non partorisce idee utili al cittadino e la povertà di espressione e di concetto martellano le viscere di ciò che una volta era scrivere e a cui appartenevano persone come bonprix.it - Le stile che conviene !
Montanelli. 

Mi ricordo quando da ragazzo mia madre non mi fece mangiare l’insalata, forse contaminata, per via di chernobil o quando aleggiava quella paura diffusa, con gli effetti come di bruxare la notte. Il giorno ti svegli stanco e angosciato. Avevamo paura che qualcuno lanciasse delle bombe atomiche ma per fortuna gli idealisti erano già scomparsi. 

Oggi aspettiamo il 2012, sperando che non sia l’eccezione che conferma la regola, leggo che anche l’ansia è diventata elitaria e illustri sconosciuti si fanno costruire dei Bunker. Che cosa non gli è chiaro dell’espressione “ Fine del mondo”? Sempre nell’articolo leggo che anche alcuni politici in tutto il mondo si sono fatti la villa di cemento armato sotto terra. La cosa mi terrorizza non tanto per via di quello che possono sapere e che io non so, ma perché la mia vita la gestisce uno che crede alle profezie. Comunque l’anno in questione è vicino e se non succederà nulla sarà la prima volta che tireremo un sospiro di sollievo per un orgasmo non provato. Nell’attesa che ci dicano che gli americani non hanno la lancia di Longino e che non c’è un ufo nell’area 51, aspettiamo la nascita di qualcuno che inventi il sistema per confutare le notizie delle quali non ci si può più fidare. 

Gli idioti, a un primo esame superficiale, potrebbero sembrare figli dei mezzi di informazione ma, a pensarci bene, anche la proliferazione dei mezzi di informazione è dovuta alla copula forsennata di un folto gruppo di tossicodipendenti da dominio: gli stessi idioti. (Massimo Smith)
Quello di cui ho bisogno è un’informazione, non un’informazione utile, naturalmente, ma inutile. (Il ritratto di DorianGray) .
( Autore: Luigi Beretta/ Fonte: www.voceditalia.it)

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