La sottile differenza tra "diritti acquisiti" e "soprusi acquisiti"

http://ts2.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1449979356365&id=f5f7799376bd58c86591c1bbf386034cIl premier Mario Monti ha dichiarato che i vitalizi già maturati dai parlamentari non si toccano, in quanto "diritti acquisiti". Questo è un concetto straordinario, che salta fuori non appena in Italia si prova a mettere in discussione un privilegio.

Anche il caratterista gigione Umberto Bossi ha tirato fuori qualcosa di simile: la moglie Manuela Marrone è andata in pensione a 39 anni (continuando poi a lavorare). Qualcuno lo ha fatto presente al Bossi, e lui ha farfugliato qualcosa tipo "si va in pensione con le regole che ci sono".

Del mondo dei magnifici rentier di stato fanno parte anche personaggi stratosferici come Cicciolina, e le 110.000 persone in tutta la Lombardia andate in pensione prima dei cinquant'anni, parte del mezzo milione dei pensionati-baby italiani.

Questa storia dei diritti acquisiti mi ricorda tanto una leggendaria vignetta di Quino: un uomo è seduto sulla schiena di un'altro, a quattro zampe. Arriva un terzo e chiede all'uomo-sedia: "Ma perché non si ribella?", e l'uomo-sedia risponde: "Beh, dopo tanti anni sarebbe un peccato rovinare il rapporto!".

Quelli citati da Monti e Bossi non sono "diritti acquisiti", ma "soprusi acquisiti". Il fatto che i parlamentari possano avere un vitalizio, e che la gente possa andare in pensione prima dei quarant'anni, sono dei furti ai danni della gente che lavora, dei giovani e di chi paga le tasse. 

I soprusi si pagano con le sofferenze e le privazioni altrui. Il mio diritto di avere una pensione adeguata tra una trentina d'anni vale ben di più rispetto ai finti "diritti acquisiti" di pensionati baby e peones parlamentari. Privare un pensionato baby dell'assegno potrebbe significare la sua povertà: bene, continuare a erogare ricche pensioni a gente troppo giovane significa costruire la mia povertà in futuro. Io non lo accetto.

A me non importa assolutamente nulla che queste persone si siano abiutate ad avere un mensile pagato dallo stato. Io sono stufo di leggere ogni anno che i coefficienti per il calcolo della mia pensione, sui contributi che verso ogni mese con le mie attività in Italia, siano abbassati - mentre le pensioni "acquisite" non vengono toccate.

Io non accetto di pagare pensioni gratis a persone che non hanno lavorato abbastanza a lungo per potersele pagare.

Io non accetto di dover lavorare ogni giorno per pagare la mia pensione, mentre c'è gente che da decine di anni riceve assegni mese dopo mese, avendo lavorato un solo giorno in parlamento.

Del resto, si sa, forse eliminare un "diritto acquisito" è difficile. Per carità: ci sono molti che hanno fatto lavori logoranti, o che hanno altri problemi, e il loro diritto a una pensione sociale è intoccabile. Per gli altri, l'assegnuccio della repubblica serve star bene a spese di altri. 

Chiedo al governo italiano di andare fino in fondo: se i "diritti acquisiti" delle pensioni baby e dei vitalizi non si possono toccare, pretendo di poter difendere il mio diritto futuro a una pensione. Voglio poter rinunciare al sistema pensionistico pubblico e gestire i miei contributi da solo.

Non penso che un fondo pensionistico privato impiegherebbe mai i miei soldi per pagare pensioni ad altri, con i vantaggi offerti ai parlamentari italiani o alla signora Marrone. O, se lo facesse, fallirebbe presto: i soldi della gente che paga vanno gestiti bene, non devono essere impiegati per comprare sostegno popolare.

( Fonte: www.linkiesta.it)
Autore: Stefano Casertano
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