La smarter city del futuro: Terreform

Tra 150 anni le città saranno ipertecnologiche e soprattutto al 100% in linea con l’ecosistema Terra. La formula segreta? Progresso, riciclaggio ed eco-compatibilità.

 

Automobili fluttuanti che somigliano tanto a dirigibili di bassa quota, sedie sospese in aria pronte a trasportare qualsiasi individuo in più direzioni così da sostituire le attuali pedane e scale mobili o addirittura le classiche ascensori.

Il must di questo “progetto“? Riciclaggio ed ecosostenibilità in ogni singolo dettaglio.

Ad ideare questo scenario è stato un gruppo di statunitensi, in particolare, della grande mela. Si chiama Terreform One ed è composta da tutti coloro che hanno un senso pratico-innovativo ma soprattutto ecologico, non importa se scienziati o studenti, architetti o contadini, l’importante è che abbiano tutti un denominatore in comune: l’ambizione è quello di uno stile di vita al 100% ecosostenibile e, per averlo, il gruppo new yorkese vuole iniziare proprio dalle città; così nasce il progetto della città più smart di sempre.

L’idea di Terreform One è quella di plagiare e rieducare il cittadino partendo dal luogo in cui si vive; in questo caso non sarà la migliore condotta cittàdina a mutare il paese di residenza, ma sarà la città a cambiare ogni singolo abitante così da rendere la cittadinanza maggiormente predisposta alla compatibilità ambientale.

Guardando le bozze del progetto che sono presenti nel portale ufficiale del gruppo newyorkese la prima reazione che ispira l’idea non è l’originalità o l’innovazione, piuttosto si tratta di incredulità; a questo proposito, Joachim , architetto leader di Terraform One, chiarisce che nel progetto sono state inserite attrezzature e componenti già studiati o addirittura realizzati da diversi gruppi di scenziati, dunque questo scenario non è così lontano.

L’organizzazione non profit non pone limiti al progresso e al rispetto per l’ambiente e mentre si attendono le caratteristiche giuste per una smarter city simile, Joachim si ingegna così da progettare una piantagione di lattuga biologica proprio sui tetti urbani, un’idea per niente lontana dalla vita odierna: forse per la gente comune non si tratterebbe di una vera e propria piantagione, ma esplorare i vivai e i giardinieri della propria zona di residenza non sarebbe male.

Per dare un tocco di verde alle aree urbane si potrebbe cominciare proprio da questo, dai tradizionali balconi in fiore e terrazze piene di cassette pronte per la coltivazione naturale di insalata e ortaggi vari. Non bisogna aspettare 100 anni per questo. ( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

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