La rupe tarpea. Il principio non è stato cancellato, solo aggiornato.

Preoccupante non è tanto la follia intellettuale (e l'ignoranza, perché dalla Rupe Tarpea non si gettavano le persone disabili...) del docente del Conservatorio di Milano che arriva ad apprezzarne il presunto valore di selezione ad autodifesa della specie, quanto il fatto che nessuno finga di accorgersi che il principio della Rupe Tarpea è ancora in vigore.

 

Certo con modalità aggiornate. Meno truculente ma ugualmente efficaci. Il risultato non è la morte fisica ma la morte civile.

Le persone socialmente svantaggiate (disabili fisici, intellettivi e sensoriali, persone in trattamento psichiatrico, border line, tossicodipendenti, etilisti, barboni, analfabeti) vengono fatte “rotolare fuori” dal contesto sociale, ai margini, nel silenzio collettivo. Di loro ci accorgiamo soltanto quando si rendono protagonisti di episodi di illegalità o criminalità. Per il resto si ignorano.

 

Si tratta dell'11% della popolazione italiana in età lavorativa. Il 90% stabilmente disoccupato.

 

Consideriamo solo per un istante le grida levate per i dati Istat relativi alla disoccupazione in Italia del mese di luglio scorso: l'8,4%. Scandalo! Di fronte al 90% di disoccupazione delle persone svantaggiate: silenzio.

 

Ancora, il destino problematico dei dipendenti Fiat in Italia (70-80.000). Tutti, giustamente preoccupati. Le forze politiche impegnate. Per gli oltre 4 milioni di persone svantaggiate stabilmente disoccupate...

 

C'è una scala di valori consolidata, anche se non esplicitata, che fissa il valore dell'esistenza delle persone svantaggiate ad un livello immensamente distante rispetto a quello delle persone socialmente inserite.

 

Qualcuno di noi ha mai avvertito una preoccupazione concreta della classe politica per questo problema? Beh, ci sono sempre altri problemi più importanti ed urgenti da risolvere (anche il mistero della casa di Montecarlo...) e poi ci si occuperà del problema del lavoro per le persone svantaggiate.

 

I media attendono “notizie” possibilmente “stimolanti”. Quindi meglio non occupare spazi per “non notizie”.

Anche la gente comune, la “società civile” salvo rarissime eccezioni, rimuove il problema. Siamo più sensibili alle discariche dei rifiuti (e ci si mobilita per prevenire possibili danni alla salute) che non alle discariche delle persone.

Ecco. A ben pensarci una evoluzione c'è stata: le persone non vengono più fatte rotolare dalla Rupe Tarpea, ma in una “discarica sociale”.

 

Purtroppo le farneticazioni del docente del Conservatorio sulla Rupe Tarpea non sono poi così distanti dal comune sentire. ( Fonte: www.agoravox.it)

Autore: Piergiorgio Dell'Oro

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