" La Rivoluzione civile sarà a tempo determinato" di Matteo Mascia

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Federico Palomba (Idv) chiarisce: “Dal prossimo 26 febbraio questa lista sparirà”. Rc cala al 4,5 per cento

Quello arancione è solo un cartello elettorale. Con l’inizio della nuova legislatura spariranno tutti i richiami all’unità e la comunione d’intenti. Se si riuscirà a superare il quorum del quattro per cento si potrà pensare ad un gruppo unico a Montecitorio, l’unica entità che i vari partiti apparentati accetteranno di gestire in regime condominiale. Per il resto, ognuno andrà dritto per la sua strada.
Questa è l’opinione dell’Italia dei Valori. Federico Palomba, deputato dipietrista ed ex presidente della Giunta regionale sarda, è stato molto chiaro. “Il simbolo Rivoluzione civile il 26 febbraio scompare - ha ammonito Palomba - mentre quello dell’Idv rimane. Già da oggi, però, siamo pronti e ci stiamo preparando anche con alcune iniziative”.
Insomma, nessuno sogni di liquidare l’esperienza dell’Idv. Un partito che – tra le altre cose – rischia di diventare un piccolo forziere per Ingroia. I suoi bilanci sono i più floridi del cartello, eredità del periodo in cui le insegne dipietriste viaggiavano ben oltre il cinque per cento dei consensi. Le parole del politico sardo non possono essere sottovalutate. Palomba è uno degli esponenti di primo piano del partito, capogruppo nella Giunta per le autorizzazioni e attivissimo nella commissione Giustizia.
Queste affermazioni sono in sintonia con quanto accaduto nella galassia comunista. Ci risulta difficile pensare ad una nuova unione tra Rifondazione comunista e Comunisti italiani. Stessa cosa dicasi per i Verdi e gli altri movimenti. Ingroia dovrà cercare di restare in equilibrio tra le varie anime del suo listone. Esercizio da unire al costante incrocio delle dita. Secondo gli ultimi sondaggi, Rc si attesterebbe intorno al 4,5 per cento. Una percentuale che non è in grado di riservare nessuna sicurezza. “Vogliamo avere la fiducia dell’elettorato che non si riconosce nelle politiche di Monti e di Berlusconi e che teme l’inciucio post elettorale tra il centrosinistra e Monti”, ha chiarito Antonio Di Pietro. “Ci proponiamo di convincere il centrosinistra a fare un’alleanza con noi e non con il centrodestra – ha spiegato l’ex magistrato – Questa prospettiva implica una rivisitazione del quadro programmatico. Invitiamo gli elettori a dare forza a Rivoluzione civile. Noi siamo il vero voto utile perché rimetteremo sulla giusta carreggiata il centrosinistra. Ma dobbiamo superare il quorum anche al Senato”.
In merito al cosiddetto voto utile – evocato dai sodali di Bersani – Di Pietro spiega: “Si tratta di un artifizio e di un raggiro che si avvicina alla truffa politica. Il voto utile è quello utile per i cittadini. Chi vota il centrosinistra favorisce l’alleanza con Monti. Noi di Rivoluzione civile ci poniamo in alternativa all’ultimo governo. Il nostro obiettivo era l’apertura di un dialogo con il centrosinistra. Ma è stato rifiutato ed è stata proposta la desistenza, che è una vigliaccheria che non intendiamo attuare”. Intanto, Antonio Ingroia ha chiarito la sua posizione sulle politiche europee. Il candidato palermitano pretende la rinegoziazione del “fiscal compact” e sogna la costruzione di una “Europa dei popoli”.
Una presa di posizione netta rispetto al Pd ed alla coalizione di centrosinistra.Ci chiediamo quindi come pretenda di collaborare con gli esponenti italiani del Partito socialista europeo. Meglio la solitudine, meglio non essere complici di chi ha preferito seguire le direttive di Bce e grande finanza. Essere rivoluzionari significa voler sovvertire l’ordine costituito. Limitarsi agli slogan rischia di favorire un allontanamento degli elettori.
Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=18732

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