La rivolta studentesca in un'Europa che non sa affrontare la crisi

Questa settimana Londra è stata catapultata al centro dei problemi del mondo: Julian Assange, l'ideatore di Wikileaks viene arrestato e richiuso nella prigione di Wansworth, il quartiere più "Tory" della città, e davanti al parlamento si verificano scene di violenza che ricordano il maggio francese del 1968. I problemi finanziari sembrano lontani, ma in realtà sono dietro l'angolo.
Un filo invisibile lega lo scandalo dei documenti di Wikileaks e le manifestazioni studentesche con la crisi economica. Il primo ci ha dimostrato che la classe politica che governa i paesi occidentali non solo non è in grado di risolvere i problemi finanziari più pressanti - quali la riforma di un sistema monetario che non rispecchia più gli equilibri economici mondiali e che mette a repentaglio il commercio internazionale - ma ha trasformato la diplomazia in pettegolezzo. Le proteste studentesche, invece, sono il primo sintomo del malessere creato da una generazione che ha sperperato i soldi di quelle future, un male difficile da curare.
La scelta di tagliare i fondi alla scuola è sicuramente una scorciatoia per tutti i governi, non solo quello britannico, nessun genitore negherà ai figli i soldi per l'università e per chi non se lo può permettere c'è sempre il prestito. Più difficile sarebbe tagliare i fondi alla difesa quando paesi come la Gran Bretagna sono in guerra, alla fine però anche questa spesa dovrà essere ridimensionata poiché è iniziata l'era dell'austerità che assomiglia a quella glaciale per le difficoltà che comporta e il lungo periodo di tempo che sarà con noi.
A Londra questa settimana la figura del villano l'hanno fatta i liberal democrats che fino a qualche mese fa giuravano che non avrebbero aumentato le tasse universitarie, che avrebbero punito le banche scellerate e garantito la libertà d'informazione. Ma la vera responsabilità è di tutta la società, di un'Europa che si è appropriata del sogno americano consumistico usando carte di credito e prestiti bancari, che non ha ascoltato chi la metteva in guardia contro questa folle politica da siti come antiwar.com fino ai blog politico radicali. Adesso nessuno vuole ripagare il debito. Gli scontri davanti al parlamento britannico si aggiungono dunque a quelli nelle strade di Dublino ed Atene, alle manifestazioni in Italia, Portogallo e Francia e l'arresto di Assange per motivi sessuali discutibili si aggiunge alle manifestazioni di ipocrisia di una classe politica vicina al collasso. Non ci rimane che sperare che nel 2011 ci sia più chiarezza e meno propaganda. ( Fonte: www.caffe.ch)
Autore: Loretta Napoleoni
 
 
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