La querelle Foroni- Sverzellati. Il comunicato della Provincia di Lodi

La Provincia di Lodi manifesta “massimo sconcerto” dinanzi alle parole che un noto esponente del Partito Democratico lodigiano ed in particolare di San Rocco al Porto, Emilio Sverzellati, ha scritto in un editoriale locale nei confronti dell’agricoltura lodigiana.
 

 

“Ci siamo chiesti se fosse il caso di intervenire visto che la cosa è comparsa su un organo di informazione locale (la Grande Onda, notiziario del Pd di San Rocco, nds) – spiega il Presidente – ma i concetti ci sono sembrati troppo grossi per essere trascurati”.

 

Il testo a firma di Sverzellati recita testualmente che “nel caso lodigiano, i prodotti tipici sono tutt’altro che sinonimo di sicurezza e tradizione”.
 

 

Il tutto, secondo Sverzellati, perché i campi lodigiani sarebbero avvelenati dai fanghi, cosa che porta lo stesso esponente del Pd a chiedersi “cosa cresca nei campi della Provincia con il più elevato tasso di patologie tumorali d’Europa”.

 

“Non voglio nemmeno commentare concetti che rasentano la follia – interviene Foroni – preferisco sottolineare due aspetti che mi portano a domandarmi se la posizione di Sverzellati è quella del PD o se non sia il caso che i vertici provinciali prendano le distanze dal loro esponente sanrocchino”.

Innanzitutto, il Presidente della Provincia sottolinea come il titolo dell’editoriale di Sverzellati sia “Lodigiano Terra Buona?”, con un punto di domanda che mira a mettere in dubbio la salubrità dei prodotti tipici e che gioca con il nome del marchio di qualità dei prodotti del Lodigiano: “il PD sanrocchino getta il bambino e l’acqua sporca. Pur di far polemica, sputano sopra quella che è pur sempre un’iniziativa avviata dallo stesso centrosinistra nella scorsa amministrazione provinciale, ossia il marchio”.

In secondo luogo, Foroni non si capacita del fatto che “l’assurda polemica” sia stata legata a quella che a suo tempo vide coinvolti il presidente provinciale e l’Auchan: “la teoria di Sverzellati è che l’ipermercato dovrebbe proporre prodotti tipici dell’Emilia e della Toscana ma non quelli lodigiani, perché pericolosi. Quando l’ho letto, davvero non volevo crederci”.

L’assessore all’agricoltura della Provincia, Matteo Boneschi, mira invece a chiarire una volta di più la vicenda fanghi: “intanto occorre che gli accertamenti giudiziari stabiliscano quanto avvenne nell’impianto CRE di Maccastorna ed in ogni caso si parlava di una porzione limitata di terreni agricoli coinvolti negli spandimenti. Come avemmo modo di sottolineare, in nessun caso ci fu coinvolgimento di produttori legati al marchio Lodigiano Terra Buona, i quali operano secondo criteri di altissima qualità e salubrità e che sono vincolati dai disciplinari a non utilizzare i fanghi”. ( Fonte: Sito della Provincia di Lodi)

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