" La provocazione di Asor Rosa" di Emiliano Sbaraglia

Il professor Asor Rosa forse (anzi di certo) appartiene a quella vasta schiera di docenti che, secondo le ultime esternazioni della signora Carlucci e altri 19 parlamentari, costringerebbe l’attuale maggioranza a una revisione dei testi scolastici di argomento storico, perché troppo spostati a sinistra, in quanto scritti da “professori comunisti”. Non ci dilunghiamo su questo tema, di cui tra l’altro già in modo esauriente informa Umberto Croppi nel suo blog.

 

La provocazione di uno dei più importanti (e potenti) docenti universitari in circolazione, da decenni ordinario di Letteratura Italiana presso l’università La Sapienza, e teorizzatore di quelle “due società” che molto fecero discutere a cavallo dei Settanta, affronta invece “l’emergenza Berlusconi” di petto, invocando addirittura l’intervento di polizia e carabinieri, visto che “Berlusconi manda in frantumi le regole e l’assetto democratico repubblicano”. Nel suo articolo pubblicato su “Il manifesto”, Asor Rosa sostiene che “la democrazia si salva anche forzandone le regole”; da qui quella che egli stesso definisce una forzatura voluta, che serve “a farsi capire meglio, e a focalizzare l’attenzione”.

 

L’intento è riuscito alla perfezione, visto lo scatenarsi della polemica non soltanto tra i legionari del Premier (Ferrara su tutti), ma anche nella redazione di Repubblica, che si è vista chiamare in causa con il suo fondatore Scalfari soltanto per “affinità elettive”, salvo rivendicare la distanza dalle affermazioni dell’illustre accademico, ritenute comunque lontane da una certa idea di democrazia.

 

Al di là della condivisione di una tesi piuttosto che dell’altra, resta comunque un fatto: per l’ennesima volta si è costretti a discutere di un’anomalia che ci portiamo dietro da quasi vent’anni, e che riduce il dibattito pubblico a discutere di un soggetto che di regole, e di vera democrazia, non vuole proprio saperne, avendo costruito su questo rifiuto la cattedrale del suo potere economico, a sua volta difeso con ogni mezzo da quello acquisito nello scenario politico.

 

Stando così le cose, ogni provocazione può assomigliare alla follia, o al suo contrario.

 

D’altronde è questa la realtà che ormai siamo abituati a vivere ogni giorno.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog