La politica stile web anticipa e batte la tv - di Ezio Rocchi Balbi

http://new.caffe.ch/media/2013/03/19543_3_medium.jpgPer la comunicazione politica è praticamente una rivoluzione,  o almeno una evoluzione visto che i dibattiti in streaming si sono sostituiti alle telecamere, i microblog precedono le agenzie stampa, e le direzioni di partito si seguono in diretta sì, ma online e non sulla tivu di casa. Anzi, è la televisione che "rincorre" la rete, ritrasmettendo quanto già avviene in rete. Ad amplificare il fenomeno la travolgente campagna del movimento di Grillo nelle recenti elezioni in Italia, la presenza dei Piraten nella campagna politica in Germania, ma anche l'assemblea  dei Verdi ticinesi che ha sancito il trasferimento sul web  del dibattito sulla riconfigurazione politica del partito. "Che la tv, strumento d'informazione per la maggioranza, stia cambiando non si discute, ma prima di dire che l'informazione televisiva  va ormai a rimorchio dei fatti online, diciamo che il web si è abbattuto come un ciclone sulla comunicazione in generale - afferma Edoardo Novelli, docente di  Sociologia dei processi culturali e comunicativi all'università di Roma -. È illusorio, però pensare che sulla rete tutti possono vedere tutto,  è vero invece che il web consente un formidabile 'liquid feedback', la possibilità di raccogliere e promuovere la formazione di opinioni condivise all'interno di una comunità".
Senza negare il successo della comunicazione del movimento di Beppe Grillo, le cui modalità tengono ancora banco nel mondo dei media, anche il professor Gianni Celata preferisce mettere "i puntini sulle i" parlando dello strumento comunicativo online: "Il web non è ancora un mass media, ma è sicuramente un grande mezzo di comunicazione che diventa di massa proprio grazie alla tivu - osserva il direttore del distretto Audiovisivo e Ict romano, docente di Economia dell'informazione e della comunicazione all'università la Sapienza -. I fenomeni cui stiamo assistendo, da Grillo ai Pirati, rappresentano un caso esemplare di 'convergenza', infatti il web pur rimanendo lo strumento ideale per la community il risalto che ha avuto lo ha ottenuto proprio grazie alla tv. Ma è una rivoluzione che non era certo imprevedibile, anzi. I microblog, ad esempio, hanno sostituito le agenzie di stampa visto che lo stesso presidente Usa Obama anticipa le news della Casa Bianca su Twitter".
Fatto sta che la comunicazione online ha travolto le abitudini di tutti, dai semplici telespettatori agli stessi conduttori televisivi, dalla scaletta del tg al palinsesto rigido e scandito di tutte le emittenti. Sono soprattutto le tv generaliste che sembrano perdere il passo rispetto alle dirette live in streaming degli eventi politici, sia in termini di immediatezza della notizia, sia in termini di trasparenza dell'informazione. "La trasparenza è qualcosa di più, quella assoluta non esiste e il web non è certo strumento immune alle manipolazioni, anzi - avverte Fausto Colombo, direttore dell'Osservatorio sulla comunicazione dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Milano -. Sull'efficacia di questa inedita forma di comunicazione, poi, non esiste ancora una controprova. Se televisioni e media tradizionali non avessero dato così spazio e risalto, la comunicazione online avrebbe avuto questo successo? Non dimentichiamo che poco più del 50% della popolazione europea ha accesso alla banda larga, e meno del 30% seguono la politica sul web. Sull'efficacia dei socialmedia, comunque non c'è dubbio".
Quello su cui i tre esperti di comunicazione non si trovano d'accordo è la "filosofia"dietro il fenomeno dell'informazione politica online. "Grillo ha comunque usato il mezzo tv; non c'è mai andato ma c'è sempre stato", ricorda Novelli.
"Le social tv politiche c'erano già, vedi le dirette parlamentari imposte dal digitale formato Ue e anche in Ticino ci sono le sedute del Gran consiglio in live streaming", aggiunge Celata mentre Colombo parla di filosofie contrapposte: "C'è chi considera il social-web un canale di comunicazione in più e chi, come i Piraten, un modo di vivere pienamente la cittadinanza, un oggetto-strumento di democrazia".
erocchi@caffe.ch
@EzioRocchiBalbi
Fonte: www.caffe.ch

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