La politica e il disprezzo per i Diritti dell’Uomo - di Michele Sequenzia

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1368804412.jpgLa maggior parte degli anziani oggi non è in grado di far fronte a molte necessità vitali. L’attuale governo, esattamente come i precedenti, non ha fatto proposte per aiutare questa fascia di popolazione, oggi il 21% della popolazione, che più di tutti soffre la crisi
 
Se la questione “giovani senza lavoro” è scottante, quella della popolazione degli anziani, dei vecchi, degli ammalati cronici, dei sofferenti , degli emarginati è altrettanto grave. La maggior parte degli anziani oggi non è in grado di far fronte a molte necessità vitali: impossibile sostenere spese impreviste; muoversi costa caro per chi è affetto da certe menomazioni, ha bisogno di essere accompagnato ovunque, certi farmaci sono carissimi, non ci si cura più i denti, costa troppo, guai avere arretrati nei pagamenti di un mutuo; non ci si può permettere nessun tipo di ferie, di vacanze, spesso manca un pasto adeguato,proteico, sano almeno ogni due giorni. Si risparmia anche sul riscaldamento dell’abitazione, non si può più acquistare una lavatrice, un televisore.
Chi pensa agli anziani?
Quale è la politica in atto per la popolazione che invecchia?
In Italia, gli ultimi dati ufficiali disponibili sono quelli della Relazione Istat sullo stato sanitario del Paese 2009-2010: sarebbero circa 12 milioni i residenti di età superiore a 65 anni, di cui circa 3,4 milioni con più di 80 anni. Oggi rappresentano circa il 21% della popolazione, ma fra 20 anni si arriverà a più del 30% di anziani.
Non ci sono risposte.
Non mi sembra di avere letto una sola proposta del nuovo governo Letta in merito ad interventi che riguardino il delicato problema dell’invecchiamento e delle connesse gravi patologie che assediano la popolazione anziana. Il capitolo “salute” mette allo scoperto un groviglio di contraddizioni e di ipocrisie. Il Paese intero ne soffre.
La crisi picchia sempre più forte.
Siamo sempre più indigenti.
Il futuro è nero per milioni di famiglie, tra tanta disoccupazione e mancanza di reddito..le pensioni sono una beffa atroce, tanto sono irrisorie. Ma chi può prendersi cura dei propri famigliari quando si diventa “anziani”? Quando le nostre capacità si affievoliscono? Chi si prende cura del proprio padre o della madre in età avanzata? E se sono ammalati cronici?Come mantenere in vita una persona cara, bisognosa di tutto, se non si hanno mezzi?Come trovare una soluzione?
La percezione della crisi.
Sono gli anziani a risentire di più gli effetti della crisi. Infatti, nel 2011 l’81,5% degli anziani soffriva un sensibile deterioramento della propria condizione economica rispetto al 74,8% dell’anno precedente.
Gli anziani mangiano poco e male.
Più di 400 calorie giornaliere mancano all’appello e aumenta il rischio di ricovero, secondo l’indagine sul rapporto tra cibo e anziani realizzata nel 2011 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Padova.
Dallo studio denominato “Nutrage” emerge chiaramente che gli over 65 italiani mangiano troppo poco e soprattutto male. Un dato impressionante se si pensa che la malnutrizione può aumentare del 25% malattie irreversibili. La crisi dei salari e la iniqua imposizione fiscale, hanno colpito maggiormente la fascia di popolazione più debole, hanno fatto calare la massa di consumi alimentari. Secondo un’indagine promossa dal Ministero della Salute il 70% degli anziani sta progressivamente impoverendo e fa fatica ad arrivare alla 3a settimana del mese. Carne, verdura, frutta e pesce hanno costi proibitivi.
Chi se ne prende cura?
Le statistiche dicono che le badanti in Italia sono circa 1.665.000 con un incremento in dieci anni del 53%. Pochi possono mantenere in casa propria una badante per una persona di famiglia, disabile o non autosufficiente, spesso inferma, che necessita di cure 24 ore su 24. La maggior parte delle badanti è gente affamata e povera che arriva in Italia da ogni dove, di cui si sa poco o nulla. Si sono registrati molti casi di badanti disoneste. I nostri vecchi possono essere esposti a maltrattamenti, prevaricazioni, ricatti e furti. Quante sono le persone-badanti con regolare permesso di lavoro? Sono affidabili? Sono oneste? Sono molte le badanti che sono costrette a lavorano in “ nero”. E quante sono quelle sottopagate e sfruttate? Solo il 14,3% ha seguito un percorso formativo, sebbene il 60% di esse si occupi dell’assistenza di una persona anziana. Vere incognite incombono sulla sostenibilità in vita della persona. I costi gravano sui nostri miseri bilanci familiari. Come facciamo, se diventiamo anziani? A fronte di una spesa media di circa 700 euro al mese per la badante, solo poche famiglie riescono a ricevere una qualche forma di contributo pubblico. E le altre? Se la spesa che le famiglie sostengono incide per il 30% sul reddito familiare, non sorprende che la maggioranza (56%) non riesca più a farvi fronte. Oggi il 48% degli italiani ha ridotto drasticamente i consumi pur di mantenere un collaboratore, il 20% ha intaccato i residui risparmi. Molti altri si stanno indebitando. Si parte dai collaboratori domestici conviventi. Il costo base, minimo è di 606,79 euro mese per arrivare ad un costo di 1.158,42 + indennità di 163,14 euro mese per badanti specializzate. Sono cifre pesanti. Esistono varie categorie di prestatori d’opera in aiuto alla famiglia. Nel bisogno si può scegliere assumendo persone che convivono, anche part-time, e badanti non conviventi. Ci sono anche badanti-lavoratrici e lavoratori che assicurano solo assistenza o presenza notturna. Si va da un costo base per persona autosufficiente, di ben 951,56 euro mese. Per persona non autosufficiente occorrono 1.332,20 euro mese. Infine, ci sono i costi per vitto e alloggio giornaliero: 1,85 euro per pranzo e/o colazione e per la cena altri 1,85 euro, per l’ alloggio 1,61 euro .
Adusbef e Federconsumatori segnalano che il costo della vita aumenta e in autunno peggiorerà.
I costi per vivere stanno aumentando ovunque. Mentre il costo della vita aumenta, il governo non smette di falcidiare le fasce deboli. Il governo non vede la miseria in cui si vive. Come nel passato, si permette a molti capitali di fluire liberamente verso paradisi fiscali esentasse. Milioni di euro sono evasi, mentre aumenta la corruzione degli amministratori di enti pubblici e di sottogoverno. Aumenta l’enorme dislivello tra chi ha e chi non ha. Tra chi paga e chi evade.
Insostenibile pressione fiscale
Gli aumenti delle tasse e imposte sono per molte famiglie praticamente insostenibili. Grazie al disastroso governo Monti i costi sono aumentati di oltre 1500 euro/ famiglia rispetto al gennaio 2012. Spendiamo di più per l’alimentazione, autobus, rc auto, varie bollette, servizi postali e bancari, assicurazione, pedaggi, tariffa rifiuti, affitti. L’IMU, una delle imposte più inique sta avvelenando la nostra vita. Se il governo latita, non si aiuta chi ha bisogno, per noi anziani ci sono poche speranze di sopravvivere, se manca l’ossigeno.
Chi diventa sempre più povero e chi diventa ricco.
A pag. 36 del Domenicale del Sole-24 ore di domenica 12 maggio, Roberto Gramiccia, specialista in geriatria ed esperto di politiche sanitarie, ha il coraggio di evidenziare il paradosso di una società sempre più anziana, sempre più debole, che soffre di un continuo peggioramento delle condizioni generali di vita di milioni di italiani “ vecchi”: solitudine, redditi insufficienti,mancanza di mezzi, pensioni irrisorie, scarsa visibilità politica, aumento delle patologie, diminuzione dei posti letto, carenza di assistenza domiciliare, aumento dei fattori ansiogeni e delle depressioni. I pericoli per la strada sono molti, le rapine, gli scippi verso gli anziani non si contano. Chi è vecchio si rinchiude emarginato in casa. Una vita di sole privazioni. Sempre più gli anziani, soprattutto i poveri, vengono abbandonati dai famigliari.
I suicidi sono in crescita esponenziale. Per contro, intorno a queste miserevoli condizioni di vita, è sorto un florido business, tanto che la spesa farmaceutica supera i 26 miliardi di euro l’anno, ed è facilmente intuibile quanto sia in aumento il volume delle prescrizioni mediche pro-anziani per pazienti fragili, poco protetti, affetti da poli-patologie. Il “mercato degli anziani“ e delle patologie dell’età avanzata, sono in crescita, prosperano, creando tanta ricchezza per pochi, quanto altrettanta miseria per molti.
Per maggiori dettagli : Eurispes, Rapporto Italia 2012, Roma, gennaio 2012.
Fonte: www.rinascita.eu

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