La mutazione cognitiva

http://www.lescienze.it/images/2011/11/22/063305939-9b490191-2c4b-47c0-ba90-1d06c1c4f2e9.jpgIdentificata la proteina che, grazie a una mutazione avvenuta meno di cinque milioni di anni fa, ha consentito alla nostra specie un salto di qualità cognitivo rispetto agli altri primati.

I genomi dell'uomo e dello scimpanzé differiscono appena per l'1,2 per cento, ma le capacità cognitive e linguistiche fra le due specie differiscono in modo notevole. Un nuovo studio ha mostrato che una particolare forma di neuropsina, una proteina che partecipa ai processi di apprendimento e a quelli mnemonici, è espressa unicamente nel cervello umano e che essa ha avuto origine meno di cinque milioni di anni fa. Lo studio, che ha anche identificato il meccanismo molecolare che ha creato la nuova proteina, è pubblicato on line sul sito della rivista Human Mutation, organo della Human Genome Variation Society.
 
Il gruppo di ricerca della sezione di Kunming dell'Accademia cinese delle scienze, diretta da Bing Su, aveva in precedenza mostrato che la neuropsina di tipo II non è espressa nella corteccia prefrontale delle scimmie del Vecchio Mondo (come i macachi) e delle scimmie antropomorfe a noi più lontane, come gibboni e siamang. Nel nuovo studio i ricercatori hanno rilevato l'assenza dell'espressione di questa proteina anche in due specie delle grandi scimmie antropomorfe, scimpanzé e orangutan. Dato che la diversificazione dell'uomo da queste due specie è avvenuta molto più recentemente, rispettivamente 5 e 14 milioni di anni fa, se ne deduce che la neuropsina di tipo II è specificamente umana e che la sua genesi risale a meno di 5 milioni di anni fa.
 
La sequenziazione del gene ha rilevato una particolare mutazione nell'uomo, che ha prodotto un cambiamento negli schemi di splicing del gene della neuropsina, con la creazione di un nuovo sito di splicing e la produzione di una proteina più lunga.
 
La ricerca ha anche evidenziato una significativa riduzione della neuropsina di tipo I nell'uomo e nello scimpanzé rispetto al macaco, legata a un indebolimento del corrispondente sito di splicing, suggerendo che si sia verificato un processo a più stadi nel corso dell'evoluzione dei primati. (gg)
Fonte: http://www.lescienze.it/news/2007/05/08/news/la_mutazione_cognitiva-582750/

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