" La metafora di Gangnam Style " di Mario Braconi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

http://www.altrenotizie.org/images/stories/2012-4/gangnam-style-korea-300x200.jpgSarebbe troppo difficile (se non impossibile) tentare di analizzare le ragioni per cui un video musicale o una canzone pop prodotte in un paese dell'estremo oriente diventino un successo planetario e si diffondano per il mondo con una rapidità simile a quella di un'epidemia (non a caso, a questi prodotti culturali  è uso riferirsi con l'aggettivo “virale”).

Qui ci basta rilevare che lo scorso agosto, una pop star sudcoreana di 34 anni, il cui nome d'arte è Psy (un diminutivo di “psicopatico”) ha creato una piccola canzone dance (in coreano) dal ritornello orecchiabile, cui è stato associato un video di fantasmagorica quanto intenzionale volgarità: un fatto la cui rilevanza e “notiziabilità” non sarebbero andate oltre, nella migliore delle ipotesi, il milieu musicale della Corea del Sud.

E invece ad oggi, oltre 400 milioni di persone di tutti gli angoli del mondo hanno visto online questo filmato, mentre testo e video vantano decine di imitazioni e parodie. L’autore di Gangnam Style (questo il nome della traccia), Bahk Jae Wan, è stato invitato a programmi televisivi negli Stati Uniti e vezzeggiato da spocchiose e levigatissime popstar occidentali. Un dato è certo: a giustificare un simile incredibile successo non è la qualità (invero bassina) del prodotto finito, né la prestanza fisica del simpatico performer, che difficilmente può essere definito un Adone.

Probabilmente, a scatenare il successo in patria è stato il tema che Psy ha trattato nel suo singolo: “Gangnam Style” è lo stile di vita degli abitanti di di Gangnam, un distretto caratterizzato dalla ricchezza dei suoi residenti, dove il prezzo delle proprietà immobiliari è il triplo della media nazionale. Il refrain che Psy ripete ossessivamente - ingenerando dipendenza anche nell'ascoltatore più scettico e raffinato - tradotto in italiano suona più o meno così: “è in arrivo il fratellone di Gangnam” (un termine con cui in Corea le donne si rivolgono ad un amico più anziano oppure, appunto, ad un fratello maggiore).

 Alla base, come sempre, c'è un tema sessuale, dal momento che Bahk Jae Wan tesse le lodi di una donna che in pubblico sa essere raffinata come una dei quartieri alti, pur essendo capace di sfoderare un temperamento da tigre in contesti più intimi (ahimè, di questo si parla). Tuttavia, come osserva Onsemiro, blogger coreano (ma residente in Minnesota), la canzoncina si presta anche ad una lettura un po’ più elegante: in questo senso, Gangnam Style rappresenterebbe una satira che prende di mira i coreani “normali” che sognano un giorno di potersi permettere una casa ed una vita nel quartiere più “cool” della capitale.

Lo stesso Psy, in una intervista alla CNN, ha dichiarato: “Chi viene davvero da Gangnam non lo dice mai esplicitamente; sono solo le persone che si atteggiano o i “vorrei-ma-non-posso” ad attribuire a sé stessi uno stile degno di quel distretto. In sostanza, con questa canzone ho voluto prendere in giro tutte le persone che si sforzano in ogni modo di essere ciò che non sono”. Non a caso, l'abbigliamento delirante, e le pose non sempre elegantissime esibite da Psy nella clip (ad un certo punto viene ripreso mentre rappa seduto sulla tazza del gabinetto) a tutto fanno pensare tranne ad una persona raffinata.

William Pesek, uno dei corrispondenti di Bloomberg dal Giappone, spinge la sua analisi sociale e psicologica ancora oltre. In un suo pezzo del 15 ottobre, spiega come i Coreani siano fieri di essere riusciti a riguadagnare gli standard di vita precedenti al 1997, quando la crisi finanziaria aveva quasi ridotto sul lastrico il paese.

Un obiettivo basato sulla realizzazione ed esportazione di prodotti finiti, che non è stato raggiunto senza rilevanti danni sociali: i lavoratori sudcoreani sono lavorano più di tutti i loro colleghi, mentre perfino i bambini passano più tempo in corsi privati e formazione extrascolastica che al parco giochi. “Sembra, insomma che i Coreani del Sud stiano finalmente comprendendo che l'aumento del prodotto interno lordo non ha necessariamente prodotto una nazione più felice: di cui il messaggio sovversivo di Psy, secondo cui l'appartenenza ad una classe sociale ed il benessere economico sono in fondo falsi dei”. Se una piccola canzone può aiutare, ben venga.

Fonte: www.altrenotizie.org

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