La Lombardia aiuterà le imprese (amiche?) con 1 miliardo

La Regione Lombardia “attacca” la crisi economica, che negli ultimi mesi era stata data (quasi) per vinta ma che ancora fa sentire i suoi “morsi”. L’organismo guidato da Roberto Formigoni ha messo "in campo" un pacchetto di 12 misure definite "sferzanti” dai rappresentanti dell’Ente.

Complessivamente, il piano vale 1 miliardo di Euro per un cumulo di strumenti che riguardano le imprese, il credito, la competitività, il commercio, il turismo, la ricerca, l'agricoltura, che secondo il Governatore, sarà in grado di generare, nei prossimi anni, investimenti per 6 miliardi.

Lo stanziamento totale (per la precisione pari a 990 milioni) interviene su diverse misure che vanno a toccare i temi del rafforzamento delle garanzie al credito, per 20 milioni; le start-up di nuove imprese, per 60 milioni; le reti di imprese, per 24 milioni; l'attrattività commerciale e turistica, per 91 milioni; il lavoro e il sostegno alla disoccupazione, per 215 milioni; la ricerca, per 146 milioni; la green economy e banda larga, per 150 milioni; la competitività, per 84 milioni; l'anticipo dei fondi Pac agli agricoltori, per 200 milioni.

Altre 3 misure svolgono invece linee strategiche di politica regionale, sempre con "ricadute" positive sul sistema delle imprese.

Infatti, il 'piano anticrisi' comprende (tra l'altro) anche: la semplificazione, dove nell'ambito del 'Patto per lo sviluppo', la Lombardia ha già avviato la semplificazione di 50 procedure complesse; poi, la diffusione dello 'Sportello unico per le attività produttive' e, infine, l'introduzione della 'Segnalazione certificata inizio attività' in sostituzione della DIA.

Con l’accompagnamento delle imprese in difficoltà, è stato ultimato lo studio di fattibilità per RAID, una rete a sostegno delle imprese in difficoltà, sul modello del CIRI francese, che per la prima volta un Governo regionale mette in atto in Italia e, poi, per potenziare l’attrattività della regione sono stati previsti: un accordo di collaborazione con Invitalia, la costruzione di un 'Fondo attrattività' nell'ambito dell'intervento BEI (Banca Europea di Investimenti) ed un piano 'grandi opere' relative alla infrastrutturazione ferroviaria, viaria e logistica.

La "preoccupazione" di molti operatori "finali" (in questo caso gli end-user sono artigiani, commercianti e imprenditori) è che il flusso delle risorse venga "canalizzato" attraverso i "soliti" distributori (dalla CCIAA fino alla CDO, passando per una serie di associazioni o sindacati o consorzi, che - più o meno - direttamente fanno riferimento a CL o ai partiti che "controllano" la Regione) con il risultato (scarso o nullo, sotto gli occhi di tutti) che è già stato prodotto in questi anni dagli interventi straordinari "di sostegno".

Basterebbe fare un conto di quanto viene speso ogni anno in "sistemi" di "formazione finanziata" e quanti soggetti (dopo la suddetta "trafila", laddove venga davvero completata, magari "assistita" da docenti incompetenti o inesperti) trovano il posto di lavoro o vengono assunti. Ci risulta che la maggior parte faccia fatica persino a trovare uno stage temporaneo... gratis!

( Fonte: www.milanoweb.com)

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