La lettera a Monti di un bolognese. Tutto il web ne parla

http://www.mentelocale.it/img_contenuti/collaboratori/grandi/terremoto_municipioG.jpgIn seguito al terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna, sono molte le proposte partite dai social network, dall'annullamento della parata del 2 giugno con la riabilitazione di Forlani alla protesta del pagamento dell'Imu.
Dopo aver letto su Facebook la lettera inviata da Luca Palli Branchi a Mario Monti, abbiamo intervistato l'autore della proposta che fa discutere il web.

Di seguito, il testo della lettera:

Gent.mo Presidente Monti,
sono dell'avviso, dal basso della mia ignoranza economico-finanziaria, che gli introiti dell'Imu della Regione Emilia-Romagna debbano essere interamente e immediatamente consegnati alla Regione stessa per fare fronte all'emergenza di questi giorni e come solido ed immediato contributo alla ricostruzione che verrà. (Lo stesso varrebbe per l'Abruzzo e L'Aquila, per dire, ma vabbè). I soldi che provengono dai cittadini devono tornare ai cittadini, soprattutto in queste situazioni. Personalmente preferirei sapere che vanno a finire lì piuttosto che ad appianare problemi di fantafinanza, ma lasciamo stare, và. Ma sono un sognatore; sono sicuro che verrà al più presto stanziata per gli aiuti proprio la cifra pari all'IMU dell'Emilia Romagna.
Quindi non è per mancanza di fiducia ma per non sapere nè leggere nè scrivere che ho pensato bene di versare sul c/c postale 367409, intestato a Regione Emilia-Romagna - Presidente della Giunta Regionale - Viale Aldo Moro, 52 - 40127 Bologna (Causale: CONTRIBUTO PER IL TERREMOTO 2012 IN EMILIA-ROMAGNA. Fonte: http://comune.modena.it/ ) l'importo da Lei richiestomi a titolo di prima rata sull'IMU.
Attendo fiducioso che mi comunichiate l'importo della seconda rata (neanche questo siete stati in grado di fare, capaci a chieder soldi e neanche saper dire quanti. ooops, mi è scappato) per poter fare, con grande gioia e letizia, il secondo versamento.
Se poi un domani, con calma, prima che i pesci del mare mettano le gambe e invadano la terraferma, andranno a finire lì anche i soldi dell'IMU che vi siete già presi allora bon, amici come prima. Altrimenti, come si dice qui, spero che vadano in medicine per i maghi dell'alta finanza.
Mi scuso eh, mi giravano.
Palli

 

L'INTERVISTA

Una delle infinite, cicliche fini del mondo viste dal social network, che oggi rispecchia più di ogni altro mezzo gli umori della società, l'atmosfera che si crea e si dissolve con la velocità del mezzo stesso. Parlo solo di Facebook, premetto, ché allargare a twitter è impossibile se non per lavorare di saccheggio. Non a caso scrivo il giorno dopo.

Ma andiamo con ordine: si vede che gli emiliaromagnoli hanno trasmesso via web il loro modo meraviglioso di affrontare le tragedie, ho visto pochi necrofili, poche candeline, niente immagini di bacheca con nuove icone da ricordare - sottolineo che qui il popolo del web ha poco discernimento: passa dal volontario ucciso al gladiatore caduto sul lavoro con un facilità agghiacciante - e tuttavia ho visto da una parte un crescendo di emotività e rabbia diretta dove capita, dall'altra un gran numero di persone che hanno scelto la collaborazione e postano solo notizie utili e verificate.

È venuta su parecchia rabbia anche a me quando ho visto che il capo dello Stato assente lo era, materialmente, anche dai luoghi dello strazio e tuttavia pontificava sulla necessità di tenere unita la Nazione attraverso una parata militare che paradossalmente festeggia, come scrisse Lelio Basso nel '76: «... una vittoria politica, la vittoria della coscienza civile e democratica del popolo sulle forze monarchiche e sui loro alleati: il clericalismo, il fascismo, la classe privilegiata. Perché avrebbe dovuto il popolo riconoscersi in quella sfilata di uomini armati e di mezzi militari che non avevano nulla di popolare e costituivano anzi un corpo separato … ?». E ho ho firmato per pura protesta un appello inutile: è ovvio che le spese sono già state fatte.

Così mi sono messa insieme ai concreti, sempre tenendo d'occhio le bacheche altrui e constatando che l'emotività sovrastava nettamente la praticità. Su questo invito a riflettere, prima di condannare: siamo una nazione provata materialmente e eticamente, abbiamo perso l'abitudine alla politica agita, alla riflessione ponderata prima dell'azione, ci siamo abituati agli sfoghi emotivi velocissimi. Già, prima della condanna - emotiva...- farebbe bene una sosta di riflessione su come tentare di riparare i danni.

Poi la folgorazione: il post di Luca Palli Branchi, ingegnere e progettista fantasioso sulla bacheca di Jacopo Masini, scrittore, che - in sostanza - scrive a Monti: siccome i soldi dei cittadini devono tornare ai cittadini, mi sono preso la libertà di versare direttamente la prima rata dell'IMU alla Regione e ho scritto sulla causale: contributo per il terremoto.

Luca si propone di fare la stessa cosa con le prossime. E io mi dico: ecco un caso di disobbedienza civile geniale, emotivo solo in apparenza, bisogna dargli tutta la visibilità possibile.

Poi prevale il diktat della professione: verifica la notizia e incontro Palli in chat:

Luca Palli Branchi
«Ciao Antonella, lieto di conoscerti».

Antonella Viale
«Mi racconti il tuo gesto?»

Luca Palli Branchi
«Non vorrei che le mie parole fossero state travisate: non è disobbedienza civile la mia, al limite sovrobbedienza o metaobbedienza. Io l'Imu l'ho già versata, ho solo ritenuto opportuno fare una donazione che, simbolicamente e in spregio a chi chiede i sacrifici, è dello stesso importo. E farò la stessa cosa quando, bontà loro, mi chiederanno la seconda rata. Ammesso che non ce ne sia una terza, non è capito molto bene nemmeno questo. Eh, io sono un privilegiato... niente famiglia, lavoro stabile, non sono Rockerduck ma posso permettermi sfizi. Uno di questi è l'autoraddoppio dell'Imu: è autotassazione non ce l'ho col governo, sia chiaro... hanno sicuramente i loro problemi e i loro tempi di risposta. Lo Stato è una macchina con un'inerzia spaventosa. Lo Stato può fare la guerra, coi tempi della guerra. grandi spiegamenti ma tempi parimenti enormi, i singoli, il cittadino, noi, invece, noi siamo la guerriglia».

Antonella Viale
«Lo dici chiaro che l'hai fatto sull'onda dell'inc... ma, abbiti pazienza, mi piace di più la tua che quella sterile anti parate ecc.»

Luca Palli Branchi
«Agili, svelti, mobili. Infatti, la mia è guerriglia, anticonvenzionale. Sinceramente, ci vuole meno coraggio a scendere per le strade a incendiare una macchina part time, ogni tanto, che metterci il culo, nelle cose».

E così oggi Luca, che non era soddisfatto di essersi raddoppiato l'Imu, è andato al supermercato, ha comprato il necessario dopo avere consultato la lista diffusa dalla protezione civile, compresi i pannoloni per gli anziani e li ha portati sul posto. In silenzio, senza dare fastidio, senza intralciare i lavori delle persone competenti. Poi, siccome è di Bologna e non di Mantova, se n'è tornato al lavoro che lo rende privilegiato, senza tuttavia smettere di organizzare concerti e azioni concrete.
E questo è un caso esemplare: politica, riflessione e tecniche di sopravvivenza insieme.

Fonte: www.mentelocale.it

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog