" La grillaia e il terzobottismo" di Giovanni Maria Sini

Spiace dover imbastire una piccola e modesta polemica nei confronti del Movimento 5 stelle e del cosiddetto Terzo Polo.

Ma c’è un tempo per la protesta e per i distinguo - che trovano una loro plausibilità ed una ragion d’essere – e ce n’è un altro che richiede maggior dose di coraggio, non necessariamente compromissorio, affinché la vis polemica, accompagnata da una seria e credibile analisi e proposta politica, non si riducano a terreno improduttivo e luogo sterile. Una grillaia, per l’appunto.

La scelta, né con la destra né con la sinistra, che accomuna la “grillaia” e il “terzobottismo”, seppur con accenti diversi, non può che apparire, in questo delicato frangente, piuttosto pilatesca.

L’analisi di chi cataloga la situazione attuale in un indistinto egualitarismo al ribasso (questo o quello per me pari sono) non aiuta di certo a superare la criticità del momento.

Esistono motivazioni di natura diversa tra la “grillaia” e il “terzobottismo”.

La “grillaia” vuol forse relegare se stessa nel recinto dei duri e puri, quelli che disprezzano la classe politica attuale, senza alcun distinguo, che vogliono destrutturare il sistema, magari ridurlo a macerie. Per poi ricostruire cosa e con chi? Da soli? Nella prospettiva di poter governare solo dopo il raggiungimento di una maggioranza bulgara? (il che rende loro il rovescio della medaglia dell’attuale decadente telecrazia) O la vocazione è quella di costituire una nutrita minoranza in eterna opposizione a tutto e a tutti?

Il “terzobottismo”, invece, pensa e spera di potersi ritagliare un adeguato spazio in virtù di un moderatismo contrapposto all’estremizzazione dell’odierno bipolarismo.

Nell’uno e nell’altro caso, seppur nella diversità, l’errore è quello di non provare a cogliere un possibile terreno di iniziativa comune col centrosinistra.

Evitare il confronto a priori, in una situazione d’emergenza, non trova – dal mio modesto e ininfluente punto di vista – adeguata giustificazione.

La rinascita dell’Italia, non necessariamente costretta allo sfascio prima di potersi risollevare, avrebbe richiesto una minor dose di oltranzismo o di pregiudizio politico e ideologico.

Magari non si sarebbe raggiunto alcun possibile accordo, ma valeva la pena provare.

Come capita nelle altre normali democrazie che hanno adottato un sistema elettorale a doppio turno.

( Fonte: www.agoravox.it)

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