La gioielleria italiana emigra, esporta o chiude

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Imprese troppo piccole per confrontarsi col mercato, e talvolta guidate da proprietari e dirigenti ormai anziani, e perciò poco capaci di cambiare. Questa in sintesi estrema è l’analisi a tinte fosche che dell’industria della gioielleria italiana(la maggiore in Europa) delinea l’inviato dell’agenzia di stampa internazionale Reuters. Un settore che vale comunque 8 miliardi dollari e che perciò starebbe riscuotendo il grande interesse di quei Paesi che in questa fase hanno ampia liquidità da investire,  quelli asiatici e del Medio Oriente innanzi tutto, pronti ad accaparrarsi a prezzi convenienti la plusvalenza che lo stile e il design di casa nostra mantengono a livello planetario. Tanto più che, a fronte di un mercato interno già difficile, l'Italia patisce oggi anche una forte concorrenza da India, Cina e Turchia, dove i costi sono più bassi e la qualità è in graduale miglioramento.

Una situazione che ha portato da un lato al crollo del numero di imprese (meno 9 mila dal 2001, cioè -28% secondo Federorafi) e dall’altro alle recenti acquisizioni di marchi importanti (nel 2011 Bulgari passò al gruppo francese del lusso LVMH per “soli” 3.7 miliardi di euro; la francese Kering nel 2013 ha acquistato la quota di maggioranza in Pomellato; il fondo italiano Clessidra l'anno scorso ha preso il controllo di Buccellati). Ma non solo. L’industria italiana sta puntando decisamente sull’esportazione, e sta attuando un cambio di strategia commerciale: si starebbe sempre più concentrando su prodotti di fascia alta, cioè su prodotti in cui il prezzo dei materiali non è il solo fattore che determina il pezzo, ma in cui l’elemento della lavorazione e del design acquisiscono rilievo. Le aziende di piccole dimensioni, un tempo garanzia di personalizzazione e originalità, oggi sarebbero infatti «semplicemente un limite alla crescita. Molti ora hanno bisogno, almeno, di una partnership nella distribuzione per sopravvivere», secondo Stefano De Pasqualedi Federorafi, interpellato da Reuters alla recente fiera VicenzaORO.

Fonte: www.valori.it
Corrado Fontana    @ fontana@valori.it

 

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