" La generazione perduta che fa tremare la Spagna" di Loretta Napoleoni

http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/41801_36219406757_128495_n.jpgCome far sentire la propria voce nelle democrazie occidentali, farraginose istituzioni, che politici spesso corrotti e poco immaginativi controllano? Nello stesso modo in cui i giovani disoccupati e sotto occupati egiziani e tunisini si sono sbarazzati dei dittatori che li opprimevano da decenni: scendendo in piazza in modo pacifico e restandoci per la durata della contestazione.Ci troviamo di fronte ad un modello rivoluzionario nuovo ed allo stesso tempo ad una forma d'interazione politica tra la società civile e la classe politica mai sperimentata. E lo stato di diritto europeo, come quello oligarchico arabo, non sa bene come relazionarsi a questo fenomeno. In Spagna da una settimana governo e opposizione interagiscono con il movimento 15 Maggio - giorno in cui la contestazione è iniziata. Paradossalmente, a 7 giorni dalle elezioni amministrative di questa domenica, tutti i partiti lanciano messaggi di solidarietà e di appoggio a coloro che apertamente domandano la loro distruzione nella speranza di racimolare qualche voto in più. Ma sarà difficile!

Il sistema bipartitico, anima delle democrazie occidentali, rema contro la società civile, questo in sintesi il messaggio di un movimento costituito da decine e decine di migliaia di giovani, molti dei quali bivaccano nelle piazze spagnole, gente che chiede la distruzione dei partiti politici attuali perchè corrotti e dediti al clientelismo.

La narrazione è dunque la stessa che abbiamo già ascoltato nelle piazze arabe, anche se le richieste sono diametralmente opposte. Felipe Gonzales, ex primo ministro e leader del partito socialista spagnolo, fa notare che mentre nel Medio Oriente i giovani domandano il voto, nel sud d'Europa ne denunciano l'inutilità. Ciononostante la radice del malcontento è identica: una prolungata crisi economica ha messo in evidenza le falle del modello economico occidentale in tutto il bacino mediterraneo, un modello incapace di assorbire le nuove generazioni perché ha delocalizzato la produzione altrove.

A guidare il movimento 15 Maggio sono infatti gli "indignati", per lo più giovani, appartenenti alla generazione millennium, quella che ha raggiunto la maggiore età negli ultimi dieci anni, meglio conosciuta come la generazione perduta, perché destinata al precariato ed alla disoccupazione a vita. Con un tasso di disoccupazione pari al 21,3% la Spagna ha quasi 5 milioni di disoccupati, di cui il 40% giovani sotto i 35 anni.Come la rivolta araba, quella europea è apolitica, l'elemento coesivo non è l'ideologia di destra o di sinistra, ma il malcontento nei confronti della gestione dell'economia nazionale: caro prezzi, disoccupazione, assenza di opportunità e di mobilità sociale. L'esclusione di questi giovani dal sistema di produzione, non la recessione, è il motore della rivolta e la responsabilità è di tutta la classe politica, che per vent'anni ha perseguito determinate politiche economiche. ( Fonte: www.caffe.ch)

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